Conobbi Franca in tempo di guerra, lei era una ragazza piena di aspettative ed io un giovane militare in permesso premio. Ci incontravamo di nascosto dai nostri genitori dietro al fienile in fondo a via della Giada e passavamo le giornate chiacchierando e sognando un futuro lontano dal rumore delle bombe.
Ci scambiammo il primo bacio dopo una settimana, lei balbettò felice, fissai le sue guance paonazze e pensai che ero l’uomo più fortunato del mondo.
Ma le nostre vite erano destinate a dividersi, la nave sulla quale ero imbarcato sarebbe partita da lì a pochi giorni, “stai serena” le dissi “tornerò, nulla e nessuno ci separerà”.
Passarono i giorni, i mesi ed il mio pensiero era sempre rivolto a lei. Nelle lunghe notti di guardia socchiudevo gli occhi ed il suo volto mi appariva all’orizzonte, mi sorrideva, mi incoraggiava e mi scaldava il cuore.
Il periodo bellico fu più lungo di quanto pensassi, le scrissi lettere su lettere che accantonai in una borsa, non ero certo che le sarebbero state recapitate.
Dovetti attendere la primavera del 1945 prima di poter nuovamente rientrare a casa e lei era lì, ad attendermi, con un mazzo di lettere in mano e le guance paonazze: “le ho scritte per te” mi disse, porgendomele timidamente.
Ci sposammo nella chiesa in fondo a via della Giada, la stessa via dove ci scambiammo il primo bacio e Giada fu il nome che decidemmo di dare alla nostra unica figlia.
Ne son passati di anni da quel giorno eppure ancora oggi mi emoziono quando vedo le sue guance arrossire.
“No Pietro, non qui, non di fronte alla gente” mi disse un attimo prima di questo scatto.

“Dai mamma, cosa c’è di male? E poi… è la NOSTRA via! ”. Clic.
“In un mondo pieno di guerra e odio, il suo corpo è il mio tempio e lei è la mia religione”(anonimo)
Quanti amori sono nati all’ombra di un fienile … per i nostri nonni e genitori il fienile era il top della trasgressione … bel racconto socia, mi hai riportato alla mente storie antiche che sentivo dai mie nonni … grazie
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