Una coppa ormai scomoda

Torno a scrivere dopo tanto tempo perché la vicenda di Nicolò Filippucci ad Amici mi ha colpito molto e mi ha fatto venire il desiderio di parlarne un po’.
Quest’anno, per mero campanilismo, ho seguito un poco la trasmissione di Maria De Filippi perché avevo saputo della sua partecipazione. Nicolò è un ragazzo della mia città che non conosco personalmente, ma, non essendo una città immensa, si conosce un po’ tutti, e c’è sempre qualcuno che conosce qualcun altro che conosce quell’altro… così mi è arrivata la voce su Nicolò.

Fin da subito, il suo ingresso nella trasmissione è stato travagliato: se l’è dovuta giocare tra una Pettinelli convinta del suo talento nel canto e un Rudy Zerbi che lo ha ostacolato fino all’ultimo minuto con il suo mantra: “Non mi emozioni”.
Puntata dopo puntata, Nicolò, con le sue esibizioni, che lo hanno fatto posizionare quasi sempre primo in classifica, ha dimostrato di avere talento, veramente tanto talento, da conquistare il pubblico che, nell’unica volta in cui gli è stato concesso di votare (se non ricordo male, durante un pomeridiano), lo ha messo al primo posto.

Ora, non so se questo voto del pubblico abbia, in qualche modo, destabilizzato piani preconfezionati della trasmissione, voglio sperare di no, ma il fatto che Nicolò sia stato eliminato in semifinale, quando sarebbero potuti andare in finale in sei, confesso che un po’ me lo fa pensare.

Quindi Nicolò esce, e cosa succede poi? Il pubblico a casa, che avrebbe votato in massa per lui, si indigna, si sente messo da parte, non rispettato, preso in giro, e riversa tutto il suo scontento sui social. In qualsiasi post sulla pagina di Amici, i commenti – di cui si perde il conto – esprimono scontento per l’esito e, allo stesso tempo, elogiano, a ragione, il loro beniamino.
Numerosi vocal coach si schierano a favore di Nicolò. La stessa Pettinelli scrive un bellissimo pensiero per lui, dicendogli che rimarrà nella storia di Amici. Nel web, i commenti sulla giuria incapace e corrotta, ecc., non si contano.

Alla luce di tutto questo, sono arrivata alla conclusione che, se fossi uno dei ragazzi rimasti in gara, non vorrei alzare quella coppa, perché la produzione, o la stessa Maria, non so chi di loro, è riuscita a renderla scomoda. Quella, per tutti, è la coppa di Nicolò, e chiunque la prenderà, il pubblico lo considererà un usurpatore.
So che tutto ciò è triste da pensare e da scrivere, ma il detto latino recita “Vox populi, Vox Dei, e nei detti c’è sempre un fondo di verità.

Un grazie a Nicolò per le sue bellissime esibizioni e per avermi fatto scoprire che, tutto sommato, la mia penna non è totalmente arrugginita come, ormai, ero convinta.

È virale l’hastag #iononguarderòlafinalediamici … il mio hastag è #hoguardatoamiciemenepento

Quando il merito non basta, è il sistema che ha fallito. (Anonimo)

3 pensieri riguardo “Una coppa ormai scomoda”

  1. Non ho seguito Amici e pertanto non ho idea di chi ci sia in finale. Ho però inserito Nicolò nella playlist di Spotify e mi piace molto. Purtroppo dietro molte trasmissioni ci sono dei “giochi strani”. Mi spiace perché ho sempre apprezzato la De Filippi (del resto se io e te ci conosciamo e’ merito della Defi), ma da quel che leggo in giro c’è una sorta di rivoluzione per questa “uscita” e ciò mi fa riflettere parecchio. Mi (ci / gli) auguro che riesca davvero a farsi strada nel mondo della musica. Di detrattori ne troverà sempre ma ciò che conta veramente sono le persone che lo apprezzano. Io sono assolutamente positiva perché credo nel talento.

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