Tra “congiunti” e “congiuntivi” …

la mia vita è diventata un vero incubo.

“I congiunti sono un po’ come i congiuntivi o ce l’hai o non ce l’hai”
(awkmen, Twitter)

Fino a 4 giorni fa per confondermi le idee bastavano i congiuntivi. Non sono il mio punto forte, debbo leggere, rileggere e straleggere per capire se il discorso fila e, spesso, non basta, perchè nella mia testa fila, ma nella testa altrui diventa un quesito alla Marzullo. Se riesco ad usare con facilità proporzioni, frazioni, radici quadrate e funzioni anche in cucina, la stessa facilità non ce l’ho con i congiuntivi. Sicuramente, in parte, è colpa del mio scrivere di getto, del mio pensare 1000 cose insieme, ed in parte, forse, del mio maestro delle elementari che mi ha fatta appassionare ai numeri più che alle lettere, passione andata avanti per buona parte della mia vita e pian piano sfumata per lasciare il posto ad altro.

Quindi non vi dico che lavoro snervante è, per me, star dietro ai signori “congiuntivi”, li sogno di notte, mentre stiro, cucino, anche mentre leggo un libro riescono ad insinuarsi nei miei pensieri.

Potevano bastare i soli congiuntivi a confondermi le idee? No!

Grazie al nostro Presidente e ai suoi DPCM, ora, si sono aggiunti i “congiunti”.

Se, 4 giorni fa, mi avessero chiesto “I tuoi congiunti stanno bene?” sicuramente, dopo aver pensato “si meglio dei miei congiuntivi”, il pensiero sarebbe andato a mio marito, i miei figli, i miei genitori, mia sorella “si grazie, ognuno a modo loro, ma tutti bene”. Fino a 4 giorni fa, per me i congiunti erano loro, adesso, leggendo in qua ed in là, ascoltando anche qualche giornalista in TV, mi sono venuti dubbi anche sui congiunti e continuo a chiedermi “chi sono? Dove vivono? Che fanno?”

Non che sia così importante saperlo, io resto a casa lo stesso, ma vorrei solo la certezza di non essere stata l’unica, fino a domenica scorsa, che si sbagliava sui congiunti e pure sui congiuntivi, ammesso che mi sbagliavo.

#iorestoacasaesperoancheicongiunti

Si dia via allo scontro …

Non nei numeri ma nell’unità sta la nostra grande forza.
(Thomas Paine)

Siamo sempre i soliti italiani, l’arte di tirare l’acqua al proprio mulino fa parte, purtroppo, di tutte le altre arti per cui siamo conosciuti nel mondo: pittura, scultura, scrittura, musica ecc, ecc.

In questi giorni ho seguito, ma non troppo, la polemica De Luca-Fontana governatori in questa Italia unita, ma solo sulla carta.
Come è ovvio che sia la polemica non resta confinata ai due soggetti, no. C’è subito chi se ne appropria utilizzandola come scusa per dare sfogo ad atavici rancori, odi e recriminazioni che caratterizzano il nostro paese dal minuto successivo allo “storico incontro a Teano”.

E lo scontro Nord vs Sud o Sud vs Nord, come preferite, riprende vita soprattutto nei social, la guerra al virus non è più la guerra di tutti, ma la guerra di chi ha avuto il governatore più o meno bravo a gestirla e che sia stato il virus a gestire il tutto ormai non conta più, la pietas verso i numerosi morti, i contagiati, i colpiti in vario modo sfuma davanti all’esigenza di sentirsi i più bravi, i migliori. Osservo e mi chiedo “Come possiamo pretendere solidarietà dall’Europa se non riusciamo ad essere solidali nel nostro piccolo paese?”

#restiamounitimanontroppo