Storia d’amore

Aperta la porta il suo sguardo cadde sul grande tappeto persiano al centro del salone. Un cagnolino, che ad occhio stimò sui 20 cm, vi camminava sopra a stento. Non appena la vide si diresse verso di lei.
“No non posso” pensò guardandolo tra il terrorizzato e il tenero “non posso portarlo a casa. Adesso è piccolo, è tenero, ma poi cresce, diventa gigantesco, cattivo e mi morde” fece qualche passo indietro come per andarsene “Mamma! Mamma! Guarda cha carino, portiamolo a casa dai!” gridarono in coro i suoi figli entrati dietro di lei “Bambini non posso, lo sapete ho troppa paura, non ce la posso fare” “Si mamma ce la farai! E poi non dovrai fargli nulla ci penseremo noi”. Non sapeva cosa fare, sapeva che se avesse accontentato i bambini adottando quel cucciolino, di cui altri cercavano di disfarsi, in casa sua sarebbe scoppiata una guerra. Suo marito non voleva, lei aveva paura. Non lo avrebbe mai toccato o preso in braccio e lasciare tutta la responsabilità di accudire ed educare un cane a dei bambini era da incoscienti. Mentre tutti i suoi film mentali di morsi o aggressioni si affollavano e scorrevano veloci i bimbi erano già sul tappeto che giocavano con il cucciolo. Erano felici, ridevano, saltavano. Li osservò a lungo e disse “E come vorreste chiamarlo?” “Lucky con il CK mamma! Quindi lo prendiamo?” “Si anche se non so quanto sarà fortunato, io non ne voglio sapere nulla, non lo toccherò mai, non lo porterò fuori ed il papà si arrabbierà tantissimo con me, perché ve le do sempre tutte vinte e perché ha detto chiaramente che non vuole un cane in casa”
Era inverno, fuori era molto freddo, avvolsero il cucciolo in un panno, lo misero in una scatola da scarpe ed uscirono. Il più grande dei bambini teneva la scatola molto saldamente perché non capitasse nulla a quel tesoro prezioso.

È così che iniziò l’avventura della mia famiglia con il nostro amatissimo “Lucky con  il CK” che dopo 17 anni di amore incondizionato quest’oggi ci ha lasciati tra le carezze e le coccole, travolto dall’affetto di tutti noi che non riuscivamo a staccarci da lui.

Lucky, in questi diciassette anni, mi ha e ci ha insegnato molto. Innanzi tutto cos’è l’amore. I suoi occhi ne sono sempre stati pieni, strabordavano di amore. Amore puro, incondizionato, un amore immenso dato in cambio di una carezza, un sorriso, una coccola, un croccantino, un nulla. Si! Ci amava anche quando non avevamo nulla per lui. Gli bastavamo noi, con i nostri pregi e difetti, anche solo la nostra presenza silenziosa era per lui motivo di felicità.

Ci ha insegnato il valore dell’amicizia, sempre pronto ad accogliere chiunque con il suo scodinzolio e le sue feste. Ci  ha insegnato ad apprezzare chi è diverso da noi grazie alla sua amicizia con i gatti di mia sorella e ad ogni cane di qualsiasi colore o razza che incontrava, lui scodinzolava sempre a tutti, voleva giocare, correre insieme a loro. Ci ha insegnato il valore dell’accoglienza quando, ormai grande, ha visto arrivare in famiglia un nuovo cucciolo. Lo ha accolto con amore, facendogli da nonno e condividendo, ogni volta che il cucciolo veniva a trovarci, i suoi spazi con lui.

Lucky con l’amore che ci ha regalato a profusione e con i suoi insegnamenti ha reso la nostra famiglia una famiglia più ospitale con il prossimo, una famiglia più aperta e meno egoista.

Lui era “l’amore mio” ” il mio cucciolotto” … quando gli dicevo così le sue orecchie si addrizzavano e la sua coda non si fermava più. L’ho amato come non avrei mai pensato, è cresciuto, ma non è diventato enorme come credevo, ma anche fosse stato, lo avrei amato immensamente lo stesso. A me in particolare ha insegnato  l’amore per gli animali, in ogni cane che incontro non vedo più un potenziale pericolo, ma solo amore, tenerezza e dolcezza e non posso che essergliene riconoscente.
Lasciargli intraprendere il suo viaggio verso il ponte dell’arcobaleno è stato doloroso, ma poi quando ho guardato il cielo ed ho visto che aveva un colore stupendo, oggi era di un azzurro cangiante, si intravedevano altri colori, ho capito che è stato giusto così. È tornato a scorrazzare felice sui verdi prati, a giocare con i suoi amici fino a quando saremo di nuovo insieme.

Cosa posso dire?  È dolorosissimo separarsi da un amore così grande, ma è un amore che va vissuto per capirlo e per crescere umanamente e interiormente. Il mio consiglio è: non indugiate, non abbiate paura a far crescere i vostri figli con un cucciolo ne usciranno sicuramente molto forti e ricchi d’amore e ricevendo tanto amore disinteressato sapranno donarne altrettanto.

“L’amore per un cane dona grande forza all’uomo” (Seneca)

“Le bimbe di Conte”

Che signore e signorine con una forte ammirazione per il nostro premier non fossero un numero esiguo lo avevo intuito, ma che addirittura esistesse, sin dal 2018, la community, tra il serio e l’ironico, “Le bimbe di Conte” mi era sconosciuto e quando tra l’allibita e il sorpresa mi ci sono imbattuta ridere è stata l’unica cosa che sono riuscita a fare.

Mentre io esorcizzavo il lockdown tra lievito, farina e post sul blog, queste signore e signorine di Dpcm in Dpcm sono cadute vittime del fascino del premier: sguardo ammaliante, sorriso incantatore più tono suadente hanno cotto le bimbe a puntino. Altro che lievito, farina e acqua … ho cotto giusto qualche pizza.

Ho tentato di visualizzare una potenziale bimba di Conte e la mia immaginazione mi ha fatto vedere una bimbetta con le codine, ai piedi calze corte e ballerine, una gonnellina appena sopra il ginocchio e una camicetta con qualche ricamino. Invece no, è varia l’età ed anche la provenienza.

A suon di meme “Io resto a casa con te” “Lavati le mani come se stessi lavando Conte”, di hastag #UnDecretoDaSogno, #decretacitutti, #quarantenasexy, nonchè commenti del tipo “tutte sottone per te”, dedicati al premier si sono fatte conoscere nel web.

Appellarsi come le “donne di Conte” poteva dare il via a malelingue e facili illazioni, premier e donne, anche pseudo nipoti , è un binomio straconosciuto nel nostro paese e non solo, ed è anche stato scritto di tutto e di più, invece “le bimbe” suona, sicuramente, molto più innocente.

Forse è così che si sentono quando, davanti alla TV, ascoltano l’enunciazione dell’ultimo Dpcm o l’intervento del premier all’ennesima inaugurazione o impegno istituzionale: il loro cuore sarà palpitante e la sua voce le rassicurerà come quella del papà che racconta la storia della buonanotte.

È un vero peccato che il premier lo stesso effetto non lo faccia a quanti si vedono costretti a chiudere le loro attività, a tenere a casa i dipendenti, ad annullare impegni. Magari palpita anche il loro cuore, ma per motivi diversi e al meme “Ogni suo discorso è un colpo al cuore” loro danno sicuramente una interpretazione diversa, ma questa è un’altra storia.

Tornando alle bimbe di Conte fenomeno che, se non fosse che sono una tipa acida e poco incline a cuoricini e palpitazioni varie, potrebbe essere simpatico e divertente, ciò che mi ha lasciato costernata è il merchandising che si sono inventate: magliette, tazze, cappellini tutti con citazioni di Conte o immagini dello stesso abbellite da cuoricini. I prezzi non mi sono sembrati proprio modici, ma tranquilli, esistono dei codici promozionali.

Considerato che gli elementi ci sono tutti: un nutrito seguito web e una passione comune a quando il partito politico “Le bimbe di Conte”? Per la gestione posso suggerire la solita piattaforma digitale, ma la chiamerei “Liala” e per la carta stampata “Cioè” potrebbe essere una soluzione, sempre che esista ancora.

„Fantasie, fantasie che volano libere, fantasie che a volte fan ridere, fantasie che credono alle favole.“

Vasco Rossi

Perse nell’eros

Momentaneamente assenti, torneremo presto a trastullarci sul blog, sia perchè ci mancate, sia perchè dovremo affrontare il prossimo lockdown di cui si inizia ad avere un certo sentore e cosa c’è di meglio di scrivere per affrontare le proprie paure?

Al momento siamo entrambe impegnatissime a far lavorare la nostra fantasia, è più di un mese ormai che sto trasformando un personaggio da tranquillo professore ad assassino feroce o investigatore scaltro. In base al mio umore cambia la sua personalità e di conseguenza tutta la storia, ma ne uscirò fuori, al più lo ammazzo io.

Non migliore sorte è toccata a Quarantenastyle, costretta dal nostro insegnante a lanciarsi in un mini racconto erotico. Ha tentato invano di fare uno scambio con il fantasy o il romanzo storico, ma l’insegnante è stato perentorio “Quarantena è ammesso tutto sadomaso, bondage, sesso estremo, ma no scambisti, perciò tieniti il tuo stile erotico e piantala”. Ora la poveretta è li che tra glutei sodi e seni turgidi cerca, con imbarazzo, di cavare un ragno dal buco, lo so lo so detta così può suonare strana … ma non pensate subito male, intendo proprio il modo di dire “ragno dal buco”

Ha chiesto aiuto anche a me, la scusa sarebbe stata ottima per leggere tutte le sfumature dell’arcobaleno, ma niente non ce l’ho fatta, la cosa più erotica che ho potuto suggerirle la ricetta del cazzimperio accompagnato dalla degustazione di un Passerina fresco, vino dal gusto leggermente evocativo, non mi ha mandato a vaffa, ma quasi.

Basta chiacchiere … come state amici? Ci mancate e speriamo che presto riusciremo a metterci in paro con le vostre storie e proporvene di nostre, nel frattempo vi salutiamo affettuosamente.

E anche se nessuno ci ha cercate a “Chi l’ha visto” vi amiamo lo stesso … sapevatelo

Cerco sempre di fare ciò che non sono capace di fare, per imparare come farlo.
(Pablo Picasso)

Covid Vs Calcio

Napoli Vs Juventus

Senso di responsabilità Vs “C’è un regolamento e noi lo rispettiamo” (perchè ci fa comodo?)

Voi ci capite qualcosa? Io no!

Il governo vuole allungare lo stato di emergenza, i contagi sono in salita e a differenza di marzo/aprile sono anche estesi a tutta Italia. Anche nella mia regione, i cui abitanti avevano fatto del “Noi siamo bravi perché la distanza sociale l’abbiamo nel DNA” salgono giorno dopo giorno, ma si vuole giocare a calcio, si vorrebbero gli stadi aperti, si vorrebbe fare quel che si vuole, il regolamento del calcio vuole la meglio sulle decisioni di una ASL e io non ci capisco più nulla. Non mi resta che mettere la mascherina, disinfettare le mani, mantenere le distanze e sperare di non incrociare mai il virus, perché sicuramente con la ASL non potrò fare come vorrò o magari si 😀

Standing ovation …

ad una donna con il coraggio di una vera donna.

Con semplicità ha messo a nudo il suo corpo e gli insignificanti difetti fisici arrivati con l’età, le gravidanze, il vivere. Difetti che, per i cliché imposti dalla società odierna, potrebbero essere inaccettabili.

In barba all’apparenza e all’apparire ha dato una lezione magistrale a quella generazione di donne che non accettano il divenire del proprio corpo, mostrando loro quanto si possa essere bellissime nonostante le misure non conformi alle regole.

Un’mmagine che trasuda femminilità, eleganza e sensualità.

#bastasoloscopevestiteenon

Buoni sogni a tutti …

Siete pronti domani ad aprire i cassetti e tirare fuori i vostri sogni?

Sempre che li teniate nei cassetti! Vanno bene anche quelli nell’armadio se li tenete li, spostate gli scheletri e tirate fuori i sogni, magari sbatteteli un pò per togliere la naftalina, se poi li tenete in un barattolo, una scatola o sottovuoto sono validi lo stesso, purché siano sogni.

Ebbene si, domani, 25 settembre 2020, si celebra la giornata mondiale dei sogni, quindi sognatori di tutto il mondo organizzatevi e festeggiate.

Potrete rispolverare i vostri sogni migliori, quelli già usati, quelli che hanno preso di spunto o crearne di nuovi oppure, se proprio non avete un sogno, provate a prenderne in prestito, almeno uno, da chi ne ha troppi, anche se troppi non lo sono mai.

Potrete condividerli con chi amate, con gli amici, o goderveli da soli.

Domani sarete liberissimi di sognare come volete e se qualcuno di quegli esseri realisti e con i piedi ben piantati per terra vi farà qualche osservazione mandetelo al diavolo, la celebrazione della giornata ve lo concede.

Sognate ad occhi aperti, ad occhi chiusi, con la testa tra le nuvole o sul cuscino, ma date sfogo alla vostra fantasia.

Libratevi nel cielo come libellule, nuotate nel mare come delfini, scalate l’arcobaleno per cercare la pentola d’oro, sognate la casa dei vostri desideri o il viaggio perfetto, sognate ciò che vi stare bene e bandite la negatività, domani si sogna punto!

Sono un sognatrice, mi perdo spesso nei miei sogni e quando lo faccio sto bene. Ho sempre difeso i miei sogni, anche quelli impossibili, con forza e al motto di “toglietemi tutto, anche il mio Breil, ma non i miei sogni”, per inciso, qualcuno mi ha preso in parola e un giorno, mentre in treno tornavo dal lavoro, il Breil me l’ha tolto davvero, arrivata a casa non ce l’avevo più, sicuramente, stanca dalla giornata, appisolata stavo sognando.

Vi posso suggerire un sogno? Un sogno collettivo? Proviamo a sognare che questo maledetto virus se ne torni da dove è venuto, no, non in Cina, ma dai pangolini o i pipistrelli, nella giungla o in un laboratorio, insomma dove vuole purché si possa tornare a sognare con un pò di serenità.

E, se domani non potrete concedervi ai vostri sogni, potrete farlo dopodomani o dopodomani ancora, in fondo ogni giorno o momento sono buoni per sognare.

“Prima sogno i miei dipinti, poi dipingo i miei sogni.”
Vincent Van Gogh

Autunno

È arrivato è nell’aria.

Qualche nuvola copre il cielo, l’odore della pioggia è vicino, l’aria è più mite e le giornate più corte.

Ed io sono qui, prontissima, a dare il benvenuto all’autunno, ai suoi caldi colori, ai frutti e alle bacche, al  piumone che tra un pò servirà, al tè caldo e alle torte nel forno.

Un benvenuto alla stagione che, dopo  l’esuberanza dell’estate, arriva a riportare un pò di quiete e una dolce malinconia.

Autunno

Sono più miti le mattine
E più scure diventano le noci
E le bacche hanno un viso più rotondo,
La rosa non è più nella città.

L’acero indossa una sciarpa più gaia,
E la campagna una gonna scarlatta.
Ed anch’io, per non essere antiquata,
Mi metterò un gioiello.

Emily Dickinson

“Tu nega, nega sempre anche l’evidenza”

Ed così che nascono i negazionisti.

Il primo che mi viene in mente San Pietro, per ben tre volte negò di conoscere Gesù,  poi mia sorella bambina, quando con una faccia da schiaffi negò e stranegò di aver letto, dopo aver forzato il lucchetto, il diario segreto che tenevo con mia cugina, salvo poi snocciolar giù tutti i soprannomi che, nel diario, avevamo dato ai nostri amici e che lei non poteva conoscere, la sua confessione spontanea arrivò in età ormai adulta.

Altro negazionista un mio amico che, dopo ben dieci anni, continua a negare alla sua amante di essere sposato. A Renato, che il triangolo non lo aveva considerato, gli fa un baffo, il mio amico il triangolo ce l’ha ben chiaro e con nonchalance si destreggia tra i suoi vertici.

Negare l’evidenza è una prassi piuttosto in voga, al punto che esistono tutta una serie di rivendicazioni negazioniste, che hanno portato anche alla formazione di gruppi, che negano di tutto “La shoah”,“Il 5g”, in questi giorni soprattutto “Il coviddì che non c’è” mentre noi tutti, che facciamo attenzione e magari rimandiamo anche le vacanze, siamo degli emeriti salami. Tra tutti, però, quelli che mi fanno spanciare dalle risate sono i terrapiattisti, alla fine le loro teorie non fanno del male a nessuno, o quasi. Su youtube potete trovare, sull’argomento, dei video esilaranti.

Ebbene si i terrapiattisti coloro che negano che la terra sia una sfera (ok lo so, non un sfera perfetta, ma per comodità semplifico a sfera) supportando la loro tesi con numerose teorie tutte, ovviamente, complottiste o quasi assurde. Per esempio, le foto dallo spazio del nostro pianeta sono un falso, sono state modificate ad hoc dalla Nasa per farci credere che la terra sia sferica. Il motivo del complotto non è chiaro, ma il complotto c’è.

C’è ed ha, anche, radici lontane, iniziò con Aristotele che fu tra i primi ad intuire la sfericità della terra,  proseguì con Tolomeo altro sostenitore della terra sferica, anche se entrambi, con i loro mezzi e conoscenze, la posizionarono al centro del sistema solare. Furono Copernico e Galileo, poi, che la rappresentavano sempre sferica, a dimostrare che girava intorno al sole e il complotto si compì. Del complotto fece parte anche Newton con la sua forza di gravità, che se quel giorno la mela l’avesse raccolta e mangiata, senza star li a studiarci sopra, a chiedersi perchè e per come, adesso non sarebbe allibito nel sentire le nuove teorie.

Fatto il breve excursus storico, superficiale e impreciso, spero mi perdonerete, del complotto veniamo ai terrapiattisti: la terra non è sferica, ma una specie di disco, il polo nord è al centro, il polo sud è tutta la circonferenza del disco. Ai confini della terra c’è il ghiaccio, il sole e la luna sono molto più piccoli e girano intorno alla terra. Mentre Copernico e Galileo sono con le mani tra i capelli, Newton è li che chiede diritto di replica, perchè, anche la forza di gravità non esiste. Se così fosse, perché la mela che si stacca dall’albero non prende il volo? Non lo so. Non ho approfondito, ma avranno trovato una spiegazione anche a questo.

Ovviamente, essendo piatta, la terra ha una fine, oltre la quale non si sa cosa ci sia e,  temo, non lo  sapremo mai. È, infatti, di questi giorni una divertente notizia che, oltre farmi ridere, mi ha spinto a leggere un pò di queste teorie del terrapiattismo e dato il la per scrivere questo post.

Due terrapiattisti veneti hanno comprato una barca e, in pieno lockdown, sono scappati  per salpare da Termini Imerese in direzione Lampedusa dove, secondo loro, finisce il mondo, per scoprire cosa ci sia dopo la fine. Purtroppo non lo sapremo mai!

I due, marito e moglie, si sono persi in mare. Usavano una bussola, ma poichè il magnetismo terrestre non esiste, la bussola probabilmente non ha funzionato e loro hanno fatto naufragio ad Ustica dove sono stati soccorsi dalla polizia costiera ed essendo in periodo di lockdown sono stati messi in quarantena.

Evasi dalla quarantena hanno tentato, con la loro barchetta, di riprendere il mare in direzione Lampedusa, ma sono stati riacciuffati e riportati indietro. La storia l’ha raccontata il medico che li ha avuti in cura dopo il naufragio perché stremati e disidratati, spero il medico fosse anche psichiatra.

Comunque, al di là del mio scherzare, ho scoperto che il terrapiattismo ha radici lontane,  i primi sostenitori moderni risalgono al 1800 e nel corso del tempo sono stati diversi i personaggi sostenitori di questa teoria, sono stati scritti libri e fondate società con numerosi adpeti.

E se tutti avessero torto e la terra non fosse ne piatta, ne sferica, ma un triangolo? “No il triangolo noo! Non l’avete consideratooo!”

Ferragosto

Da bambina era una delle mie festività preferite. Mi piaceva la tavolata che quel giorno organizzava la mia famiglia e il profumo di famiglia unita e felice che si respirava.

La mia nonna paterna a capotavola e i suoi 6 figli, tutti full optional (mogli, mariti e figli), 3 maschi e 3 femmine, intorno alla tavola.

Già dal giorno prima c’era un gran movimento, perchè le persone da mettere a tavola non erano proprio 5 o 6, ma, minimo 26 se solo la famiglia stretta, se poi capitava, e vi assicuro che capitava, che gli inviti fossero estesi in un batter d’occhio si arrivava a 30-35 “È do’ sta er probblema? A Piè va a pià nantre pò d’assi che tocca d’allungasse!”

Di solito la tavola veniva allestita sotto al grande noce a casa di una sorella del papà.

C’era un gran via vai, chi pensava ai cavalletti, chi agli assi, chi a reperire sedie per tutti,  noi bimbi eravamo addetti all’apparecchiatura, a giro uno metteva i piatti, uno i tovaglioli, ecc ecc e poi via tutti a giocare.

Mentre le donne cucinavano, mio papà era addetto ad affettare il pane, sembra cosa da poco, ma ne doveva affettare di pane per tutte quelle persone e per il piatto forte ne serviva parecchio, perchè la scarpetta non si poteva evitare.

Il piatto forte? Le lumache al sugo, che ora solo a scriverlo mi viene la nausea, ma allora ne ero golosissima, specialmente della parte in cui intingevo la fetta del pane nel sughetto piccante con un sentore di mentuccia, debbo averne mangiate un po’ troppe.

Essi le lumache erano la tradizione del luogo, ma sul posto, già allora, cominciavano ad essere introvabili, poiché tanti le cercavano per venderle alle trattorie locali. Quindi mio papà 2 o 3 giorni prima che si andasse al paesello, lui era l’unico dei fratelli che aveva lasciato il paese e tornava li per le vacanze, andava a cercare le lumache nelle nostre zone, dove ancora non si usava granché mangiarle. Aspettava qualche mattina più umida o che la notte avesse piovuto un pò e andava. Poi mia mamma le custodiva fino alla partenza, non so come, perchè io non le guardavo che mi facevano impressione, da vive, ovviamente cucinate no. Partivamo per le vacanze che in macchina avevamo più lumache che valige ed erano anche lumache felici perché, per una volta, si spostavano alla velocità della luce, meno felici quando finivano nei pentoloni.

Erano dei ferragosto emozionanti. Ritrovare dopo un anno tutti i miei cugini e cugine insieme era, per me, una festa nella festa, perché durante l’anno li vedevo di rado e magari uno, due per volta. Si giocava e litigava senza sosta, ci facevamo ogni sorta di dispetti, nella partita a calcio o in quella a pallavolo eravamo sempre maschi contro femmine e chi vinceva “annaffiava con il budello” i perdenti, che, poi, diventava un’innaffiatura generale e con l’acqua del pozzo che era anche bella gelida.

La sera tardi quando, dopo la tombola in piazza, la comitiva si scioglieva tutti noi cugini volevamo andare a dormire dalla nonna e lei, che aveva una casa piccina, solo un camera e una grande cucina ci accontentava. Cercava di sistemarci in ogni pertugio che fosse orizzontale, il suo lettone, il lettino che era nella cucinona, sistemato tra le due finestre che davano sulla via principale del paese, e lei quella notte si sacrificava a dormire in poltrona, quella davanti alla finestra da cui, durante il giorno, seguiva tutti i movimenti locali. La maggior parte ci sistemava nel suo lettone, stipati come le sardine, uno con la testa davanti ai piedi dell’altro che “c’entrate meglio” … ed eravamo felici. “Stai fermo con quei piedacci che puzzano e mi fai male!” “E tu sposta la tua testaccia”

Buon ferragosto felice a tutti!

Finalmente …

un pò di tempo per il blog, per lasciarvi un saluto veloce. Il corso online seguito insieme alla mia socia, amica, quasi sorella, ma soprattutto “compagna di scarpe” è terminato e, finalmente siamo in vacanza. Siamo rimaste così entusiaste del corso che abbiamo deciso, a settembre, di iscriverci anche a quello avanzato.

Quindi posati momentaneamente carta e penna, ops tastiera e tablet, da domani mi aggiornerò sulle vostre storie e spero di aggiornarvi sulle mie. Le congiunture astrali negative, o la sfiga, o il destino avverso, o dei grossi nuvoloni, non so cosa con precisione, continuano ad aleggiare sulla mia vita, ma qualche barlume di cielo sereno si comincia a vedere e, comunque, appena posso continuo a perdermi davanti ai miei tramonti pensando che sono abbastanza tosta da spuntarla su tutto.

À bientôt mes amis!

La foto di copertina è dal mio archivio “a caccia di tramonti” tramonto sul lago Trasimeno