Cambi e ricambi

Come ogni anno ecco che arriva puntuale il momento del cambio di stagione, portando con se l’ansia di dover affrontare il via vai di abiti, pantaloni, scarpe, teli mare, costumi (serviranno?) ecc, ecc, al punto che sposto il momento fino al limite massimo consentito.

Quest’anno non ne ho proprio voglia, l’idea di cominciare a tirare giù scatole dall’armadio, spostare stampelle di roba estiva da una parte all’altra, per poi buttarne la metà pensando “ma perchè non l’ho buttato anno scorso alla fine dell’estate?”, mi sta creando un certo fastidio. Sto meditando di lasciare tutto com’è e continuare ad indossare solo le tute con cui ho già passato metà anno, magari non proprio quelle, ne comprerò qualcuna nuova e più estiva, mentre per il resto della famiglia “chi vuole i santi se li prega”, vecchio detto sempre molto efficace per far capire come debbono funzionare le cose, volete gli abiti estivi? fate da soli il cambio!

Non mi interessa nemmeno sapere di cosa dovrò fornire il mio armadio seguendo la moda, se il pantalone largo o quello stretto, la gonna lunga o corta, se le borse a secchiello o il bauletto, i sandali gioiello, gli infradito o le zeppe, o quale sarà il colore di tendenza, ma so che, “per forza o per forza”, sono di moda le mascherine. Ho l’impressione che quelle celestine o bianche che si vedevano ad inizio pandemia sono ormai démodé, ne stanno creando di ogni colore o fantasia, con disegni più o meno divertenti oppure personalizzate con tanto di logo. Diverranno, sicuramente, uno status e arriveremo a pensare “fammi vedere che mascherina indossi e ti dirò chi sei”, ci sarà anche qualcuno che, probabilmente, si inventerà la mascherina estate o inverno e mid season, così nel prossimo cambio di stagione dovremo includere anche la scatola dedicata a loro.

Poichè domani, sfidando gli elementi della natura (tenete vicini gli ombrelli), andrò a sistemare la mia chioma, ma sono costretta perchè somiglio sempre più ad un pastore bergamasco, approfitterò dell’uscita e passerò a comprare qualche tuta, per il resto fanculo al cambio di stagione e fanculo a tutto, mi dedicherò solo a scegliere la mascherina più adatta. Dovrà aiutarmi a continuare a tenere la bocca chiusa, perciò sarà in acciaio rinforzato, e a nascondere il disgusto che sto provando verso alcune situazioni che sto vedendo e vivendo e che mi stanno facendo passare anche la voglia di pensare a cosa indosserò questa estate … forse il mantello dell’invisibilità, dovrò chiedere aiuto ad Harry Potter.

Silence is the sleep that nourishes wisdom

Messaggi subliminali, ma non troppo

La mia ultima uscita risale al 14 febbraio, ricordo bene la data perchè era San Valentino, da allora sono stata buona, buona, in casa rispettando lockdown, isolamento sociale, per non sbagliare nell’isolamento mi sono ulteriormente isolata, quindi fino ad oggi per me è stata solo fase 1.

Oggi, finalmente, sono uscita

ma la sensazione che tutti gli elementi in coro mi dicessero “resta a casa” è stata forte!

Shit day

si proprio “giornata di merda”, ho messo il titolo in inglese con la speranza che l’impatto fosse meno forte o, forse, che si sentisse meno il fetore, ma poteva anche essere francese “jour de merde” o finlandese “paska päivä”, le ho provate tutte grazie a google translate, ma resta sempre la giornata di merda a presentarsi dinanzi ai miei occhi. Posso cambiare il contenitore, ma il contenuto è lo stesso.

Le giornate di merda sono come il temporale d’estate o come una tromba d’aria, arrivano all’improvviso, che, poi, tanto improvviso non è. Quando in estate arriva il temporale un pò di sentore di pioggia cominci ad avvertirlo già qualche minuto prima, senti l’aria che sta cambiando, diventa più pesante, avverti l’odore di terra bagnata, stessa cosa per la tromba d’aria, cominci ad avvistarla da lontano e pian piano si avvicina, oppure c’è sempre il meteo che ti informa dei probabili cambiamenti metereologici in atto e ti prepari.

La giornata di merda no, non ti avvisa, non c’è un qualche fetore che arriva prima a dirti, stai in campana io “giornata di merda” sto per travolgerti. No!

Tu sei li tranquilla, immersa nella lettura di un libro fantastico, in quel momento stai vivendo un’altra vita, sei distante, assorta in pensieri che non ti danno preoccupazioni o ansie, anzi ti fanno stare bene, ma una porta si apre e da quella porta entra colui che sarà portatore del tuo imminente incubo, dover affrontare un problema da mamma e da suocera. Ed ecco che tutto ti travolge, il libro cade in terra, ti desti come se avessi ricevuto una secchiata d’acqua addosso e prendi coscienza che sei davanti ad un problema più grande di te, che ti da all’istante un dolore immenso, nell’istante successivo una rabbia smisurata e non sai con chi prendertela, subito dopo ancora un “non so che dire”, per arrivare al “meglio che taccio o faccio più danni” e la giornata di merda ha preso il via.

Nella bagarre del momento i pensieri negativi si azzuffano con quelli catastrofici, sei incazzata, delusa, triste, dispiaciuta, cacci via tutti perché hai bisogno di pensare, di riflettere, di trovare una soluzione, ma che vada bene per te, che acquieti la tua anima, per gli altri non puoi trovarla di certo tu la soluzione, debbono fare da soli. E allora cominci a riflettere e ti dici che si, forse un pò di puzza nell’aria c’era, ma non la sentivi, non volevi sentirla.

Per favore richiudete quella porta!

Ed è solo per amore che lo chiedo.

Giornataccia

Dal disordine e dalla confusione cercate di tirare fuori la semplicità.
(Albert Einstein)

Eh si oggi è proprio una giornataccia.

Non riesco a dare un senso ad una giornata iniziata male e che si sta ingarbugliando sempre più su stessa, come i miei pensieri.

Mi son detta “prova a metterlo per iscritto”, ho provato, ho iniziato più di una volta, ma senza un nulla di fatto.

Sto lottando da questa mattina con la strana sensazione di combattere una lotta senza risultati per la quadratura del cerchio, ed infatti, stamattina presto, avevo iniziato così un mio articolo “La quadratura del cerchio”, che ora giace li sospeso, morto , perchè tutto pensavo, tranne che mandasse in crisi me.

E se il cerchio che tenta di diventare quadrato sono io? Ed è subito TILT!

Ora sono qui con mille pensieri che si rincorrono, si accavallano e si aggrovigliano. Pensieri che mi spiazzano: un momento sono precisi ed ordinati e mi fanno sentire viva ed intelligente, il momento dopo sono sparsi e confusi e allora mi sento spaesata e persa.

Colpa del tempo uggioso e indefinito che, di conseguenza, fa sentire anche me uggiosa e indefinita? Vorrebbe piovere, ma non si decide, il sole prova a insinuarsi in qualche spiraglio, ma non lo fa con convinzione, il mio cagnolino cambia continuamente il posto dove appisolarsi, insomma oggi giornata di confusione per tutti, ma soprattutto per i miei pensieri.

Buon pomeriggio e buoni pensieri a tutti!