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Ve lo ricordate, vero, quando si passavano le giornate hastaggando qualunque parola capitasse a tiro ?

#iorestoacasa #insiemecelafaremo #andratuttobene sono stati alcuni dei leitmotive che ci hanno accompagnato nel corso di questa surreale primavera trascorsa tra timori, ansie, gioie e rassegnazioni.

Ci incoraggiavamo a vicenda, ci spronavamo affinché si trovassero dei lati positivi che potessero sovrastare il dolore che ci circondava. Eravamo avvolti in un’aura oscura e per dissiparla ciascuno di noi aveva adottato differenti modalità, in una sorta di istinto di sopravvivenza.

Ma cosa ci ha insegnato tutto ciò ? Non parlo da un punto di vista pratico: igiene, prevenzione e distanziamento sono diventati una routine . Non mi riferisco neppure alle prestazioni culinarie, seppur notevoli .

Mi riferisco invece a qualcosa di più profondo, che coinvolge il lato umano di ciascuno di noi e che ci ha permesso di sentirci vicini seppur lontani.

”Diario di una quarantenne…ooops quarantena” nasce proprio con questo intento: avvicinarsi, condividere, supportarsi, confrontarsi e non solo tra me e la mia “compagna di scarpe” Libera-mente, ma anche con tutte le persone che in un modo o nell’altro abbiamo avuto il piacere di incrociare e con le quali stiamo piacevolmente interagendo .

“Diario di …” (Socia, un nome più corto pareva brutto ?) è stato e continua ad essere il nostro flash mob, meno plateale ma altrettanto funzionale . È la nostra finestra sul mondo, il nostro balcone, la nostra terrazza, non per essere viste da altri ma per vedere noi stesse il mondo che ci circonda attraverso innumerevoli punti di vista.

Vorrei quindi ringraziare i nostri nuovi amici. Non taggo nessuno, non serve, preferisco invece che i ringraziamenti cadano a pioggia raggiungendo un po’ tutti .

Lo so, lo so, oggi sono in modalità mielosa, a livelli quasi diabetici, ma tranquilli che da domani torno in modalità strunz 🤣🤣🤣🤣 altrimenti neppure la mia tribù mi riconosce più 😁

Di tutte le cose che la saggezza procura per ottenere un’esistenza felice, la più grande è l’amicizia.
(Epicuro)

Il cappello dei desideri.

… e poi arriva il giro di boa, tu lo doppi senza nemmeno rendertene conto, troppo impegnata a star dietro alla tribù, ai genitori anziani, al lavoro, alla casa, ai problemi familiari, a Bin Laden, alla fame nel mondo, alle cavallette. Quando finalmente apri gli occhi ti rendi conto che nel giro di pochi anni la tua vita si è completamente stravolta, ha preso una piega differente e tu ne sei felice . Guardi il tuo metro biologico e conti le tacche, una due tre , trenta quaranta cinquanta e poi cinquantuno , cinquantadue cinquantatré, cinquantaquattro…

Cominci a fare il punto della situazione, riflettendo su ciò che la vita ti ha donato, su ciò che hai fatto e su ciò che ti sarebbe piaciuto fare e inizi ad accantonare i desideri irrealizzabili (pilotare un aereo, girare un film con Toretto, mangiare senza ingrassare ) e a tirar fuori dal cappello magico tutto ciò che potrebbe diventare realtà :

– visitare Canada e California

– ristabilire amicizie preziose

– prenderti realmente cura di te stessa

– trovare nuovi spunti per essere felice, nonostante tutto e tutti

– tornare sui banchi di scuola

Inizi quindi a lavorarci su, rimboccandoti le maniche, prendendo il toro per le corna, come si dice dalle mie parti.

Cent’anni fa il giro di boa rappresentava la fine di tutti i sogni . Oggi è un nuovo inizio .

Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso . (Nelson Mandela)

La mia Sindaca è differente .

Nel mio paesello di quindicimila anime ubicato in piena pianura padana, il Sindaco, anzi “la Sindaca”, è molto attenta alla problematica Covid-19.

Il numero di contagiati, grazie anche alla politica ferrea messa in atto dall’amministrazione comunale, non è stato particolarmente rilevante, considerando che si è attestato intorno allo 0,3% della popolazione.

Ora finalmente siamo nella fase “tana liberi tutti” (Cit.) e seppur con le dovute cautele possiamo tornare a vivere .

Cosa mi spinge pertanto a scrivere questo articolo ?

L’incoscienza della nostra Sindaca. Si, proprio quella Sindaca per la quale un attimo fa ho tessuto le lodi!

L’amministrazione comunale ha infatti deciso di procedere ad una nuova distribuzione gratuita di mascherine, due per famiglia… convocando la popolazione in piazza!

Certo, non tutti insieme appassionatamente, ma in quattro scaglioni. Ora, non sono un matematico, ma i conti son presto fatti . Ovviamente per evitare che i soliti furbetti se ne approfittino, sarà necessario presentarsi muniti di tessera sanitaria e la consegna avverrà previa verifica e registrazione .

Come rimpiango i giorni della quarantena , quando i volontari suonavano i campanelli, mettevano le mascherine nella cassetta delle lettere e scappavano via… Sembrava quasi di essere tornati bambini !

P.s. Questa mattina, dovendo scegliere tra l’assembramento in piazza e quello al supermercato, ho scelto il secondo. Se non altro potrò tornare a impastare come se non ci fosse un domani . E le mascherine ? La domanda sta calando, i supermercati ne sono pieni e i costi più che accessibili. Personalmente non ritengo indispensabile fare lunghe code sotto il sole per ritirare il proprio pacchetto regalo .

La torta perfetta

A giorni uno dei miei indiani compirà gli anni e nonostante sia arrivato alla terza decade e risieda altrove con la sua compagna, la festa di compleanno (quasi) a sorpresa non mancherà .

So già che trascorrerò due giorni in cucina, organizzando tutto fin nei minimi dettagli ma per la torta di compleanno preferisco rivolgermi ad un professionista , come ho sempre fatto con tutta la tribù .

Tipologia, gusto e guarnizioni sono già stati stabiliti , manca solo la scritta decorativa e qui arriva la parte più difficile : cosa scrivere che non sia la solita banalità ?

Dopo averne parlato per ore (ok, dieci minuti) con gli altri indiani ho deciso di affidarmi a Google .

Di frasi “pronte”, d’effetto, non banali, carine, brevi e adatte a lui, a noi, agli amici , all’occasione, al giorno, all’umore e all’evento non ne ho trovate . In compenso ho trovato una carrellata di torte che aiuta a comprendere il motivo per cui è cosa buona e giusta che le pasticcerie esistano ! Buona visione 😁

.. che buona torta… proprio come solo mamma sapeva comprare!
(Stuart Pankin)

Namaste’

“L’ottimismo è il profumo della vita”. Tonino Guerra non aveva dubbi e lo ripeteva ogni giorno, entrando nelle nostre case e nella nostra mente in punta di piedi , con una sorta di tormentone che ancora oggi viene citato con affetto anche dai più giovani.

In questi cento giorni di quarantena ho cercato di seguire il suo consiglio, mantenendomi serena e guardando al futuro con ottimismo nonostante risieda in piena Lombardia ad un tiro di schioppo dalle primissime “zone rosse” .

Le notizie contrastanti che giungevano stavano rischiando di trascinarmi in un vortice dal quale sarebbe stato difficile uscirne.

È per questo che in un momento così delicato ho cercato mille escamotage pur di non passare ore ed ore davanti alla tv, tra un telegiornale, una diretta o uno speciale della D’Urso.

Complice il corso di yoga iniziato lo scorso autunno e sospeso a causa dell’emergenza sanitaria, ho iniziato a seguire su YouTube “la scimmia yoga”. Fin dalle prime lezioni Sara Bigatti mi ha conquistata con la sua semplicità riuscendo a trasmettermi la vera essenza dello yoga , che va ben oltre la disciplina fisica .

La mia prima volta in Shavasana non è stata una passeggiata . Mantenere l’immobilita’ assoluta anche solo per dieci minuti consecutivi non è così facile . Viviamo in un’epoca frenetica e rimanere sdraiati a terra, su un tappetino, ci sembra quasi di portar via tempo a mille altre attività : c’è da lavare, stirare, cucinare, leggere, parlare, vivere. Ero presa dai sensi di colpa : la mia tribù (adulta!) sta aspettando che torni a casa per cenare ed io son qui, sdraiata su un tappetino e quasi quasi mi addormento .

Ma col passare del tempo ho compreso quanto sia importante entrare in contatto con se stessi, concentrandosi sul proprio respiro, sul proprio corpo, sulle sensazioni del momento , accantonando qualunque altro pensiero.

Il lavoro, i figli, la casa… tutto passa in secondo piano, anche solo per dieci minuti . Dieci minuti di intenso relax che ricaricano il corpo ma soprattutto l’anima .

Namaste’ 🙏

Lasciarsi andare è l’asana più difficile (Anonimo).

A-ri-Namaste’

La tribù dei piedi zozzi.

Amo la mia tribù😍

Quando i miei figli erano piccoli mia madre li chiamava “la tribù dei piedi zozzi”, il motivo mi pare ovvio e non ha nulla a che vedere con le mie qualità genitoriali . La routine serale, come potete immaginare, era particolarmente complessa e prevedeva un lavaggio collettivo nella vasca da bagno, il che mi permetteva di ottimizzare i tempi e di tenerli sott’occhio evitando che si affogassero a vicenda.

Il colore dell’acqua, dopo un primo ammollo, era la cartina di tornasole della loro felicità: più la tinta si accostava al marrone più la loro giornata era stata intensa .

Ora sono adulti. Quando si lavano , quando escono, dove vanno , cosa fanno … non è più affar mio anche se come genitore tengo sempre gli occhi aperti, pronta ad aiutare qualora me lo chiedessero.

“Geronimo”, il più grande della tribù , ha levato le tende ad inizio quarantena per andare a vivere in pianta stabile con la sua “squaw” ed io da quel giorno vivo sentimenti contrastanti : da un lato mi manca la routine pranzo/cena/chiacchierate/incazzature, dall’altro tiro un sospiro di sollievo perché ho un po’ più di tempo da dedicare a me stessa (ed è giusto che sia così).

Tutto questo incipit per arrivare alla chat di oggi, con la mia amica, compagna di scarpe e di blog “Liberamente”, anche lei tre volte mamma .

Grazie Liberamente, che mi hai aiutata a togliermi i sensi di colpa 😁, ora possiamo tornare a cazzeggiare 😁

“Un bambino diventa adulto quando si rende conto che non ha diritto solo ad aver ragione ma anche ad aver torto.”

Pausa Pranzo

Non c’è miglior cosa del tornare a casa dal lavoro e trovare il pranzo pronto , la tavola apparecchiata e quattro belle anime ad aspettarti , due bipedi e due quadrupedi . Non importa che la pasta fosse senza glutine , il formaggio senza lattosio, l’acqua senza bollicine e l’insalata senza olio, perché quel che conta non è mai in mezzo al tavolo ma intorno ad esso .

P.s. Messaggio per mia figlia : per oggi è andata bene così , ma per domani che ne dici di una bella cotoletta alla milanese ?

La felicità è mangiare in compagnia! Niente di più semplice
(Anonimo)

Messaggi subliminali, ma non troppo

La mia ultima uscita risale al 14 febbraio, ricordo bene la data perchè era San Valentino, da allora sono stata buona, buona, in casa rispettando lockdown, isolamento sociale, per non sbagliare nell’isolamento mi sono ulteriormente isolata, quindi fino ad oggi per me è stata solo fase 1.

Oggi, finalmente, sono uscita

ma la sensazione che tutti gli elementi in coro mi dicessero “resta a casa” è stata forte!

“Cambiare l’acqua ai fiori”

il libro che ha scelto me e da cui mi sono lasciata trasportare. Ho terminato di leggerlo ieri sera e subito mi sono sentita un pò sola, come se all’improvviso fossi stata abbandonata “Ed ora che faccio? Chi mi racconta un’altra storia? Dov’ è andata la mia amica?

Un libro particolare, inaspettato, che mi ha fatto “ricordare” e mi ha riportato alla mente flash di quando ero bambina, quei ricordi che fanno bene al cuore. Non banale e scontato, con un messaggio di speranza sulla possibilità di migliorare la propria condizione esistenziale, dove non mancano attimi di divertimento, ma non eccessivo. Un momento ti intristisce e ti fa scendere la lacrima, ma subito dopo ti distrae con un aneddoto nuovo e ti strappa un sorriso, tra i tanti messaggi fa passare, con estrema semplicità, l’importanza di leggere ed ha un finale quasi sorprendente. Un libro che, inizialmente, potrebbe anche non piacere, ma se ti lasci guidare ti cattura.

Perché si va verso certi libri come si va verso certe persone? Perché siamo attratti da determinate copertine come lo siamo da uno sguardo, da una voce che ci sembra conosciuta, già sentita, una voce che ci distoglie dal nostro percorso, ci fa alzare gli occhi, attira la nostra attenzione e cambierà forse il corso della nostra esistenza?

“Cambiare l’acqua ai fiori” è delicato e gentile, dalle buone maniere, sempre che lo si possa dire di un libro, ma in realtà il libro è la protagonista stessa cioè “Violette”, che racconta, intrecciando passato e presente ed in prima persona, la storia della sua vita, svelando man mano i motivi e gli eventi che l’hanno portata a diventare custode di un cimitero, come se la raccontasse al suo migliore amico. Lo fa con la gentilezza, la delicatezza e l’ottimismo che caratterizzano il suo personaggio, che, per quanto abbia un carico di dolore enorme, riesce a mantenere, quasi sempre, una certa compostezza, anche nell’affrontare la narrazione dei suoi momenti più difficili che, partendo dalla sua nascita non desiderata, sono tanti. Violette non racconta solo se stessa, ma anche la storia di vite che hanno trovato il loro riposo eterno nel cimitero di cui lei è la custode. Un cimitero che, paradossalmente, è vivo, così l’ho percepito, e a dargli vita è anche la presenza di tanti personaggi tutti ben caratterizzati, non è solo un luogo di tristezza e morte, ma può essere anche altro … un luogo dove anche l’ottimismo e la meraviglia, tipici di Violette, trovano il loro spazio.

Crescerai in un altro modo nell’amore che avrò per te. Crescerai altrove, nei mormorii del mondo, nel Mediterraneo, nell’orto di Sasha, nel volo di un uccello, con l’alba e col tramonto, in una ragazza che incontrerò per caso, nel fogliame di un albero, nella preghiera di una donna, nelle lacrime di un uomo, nella luce di una candela. Dove sarà il mio cuore, il tuo continuerà a battere.

Valérie Perrin, l’autrice, ci ha fatto dono di una storia travolgente che regala un caleidoscopio di emozioni anche contrastanti. Inoltre, grazie alla lettura scorrevole, ci si trova “quasi” immersi in una commedia francesce, di cui, almeno io, nel corso della lettura ho respirato l’atmosfera.

Liebster Award (Scoprendo nuovi blog)

Siamo state nominate e senza neppure il dramma di dover convivere con degli sconosciuti sotto gli occhi vigili del grande fratello .

Con nostra sorpresa, ma anche soddisfazione, “Diario di una quarantenne … oooops quarantena” è stato invitato a partecipare ad un tag-post il Liebster Award per la promozione dei blog.

La nomina ci è arrivata da Fritz Gemini, uno dei primi blogger incontrati poco dopo essere approdate su questa piattaforma e che ringraziamo per questa occasione di visibilità . Per partecipare a questo tag post ci siamo impegnate molto, abbiamo trascorso intere giornate in chat facendo grandissimi sacrifici 😁 ma ne è valsa assolutamente la pena .

In “Filosofeggiando in allegrezza”, blog che vi consigliamo di visitare, Fritz spazia tra vari argomenti con grande capacità di analisi, i suoi articoli sono sempre molto interessanti e ben scritti, ci parla dal suo punto di vista di libri, film, viaggi e tanto altro e tra le righe racconta molto anche di se stesso.

Le regole del Liebster Award sono le seguenti:

  • Ringraziare il blogger che ti ha nominato, fornendo anche il link al suo blog
  • Rispondere alle 11 domande ricevute
  • Nominare altri 5-11 blogger
  • Chiedere 11 domande ai blogger nominati
  • Avvisare i blogger che sono stati nominati

Poiché questo diario è scritto da due “intraprendenti“ blogger, abbiamo pensato (sì, perché ogni tanto anche noi pensiamo!) di rispondere secondo i nostri rispettivi punti di vista, in una sorta di “intervista doppia”.

Vamos a cominciar …

Cosa provi quando scrivi per il tuo blog?

(Quarantena) Ansia da prestazione 🤣🤣🤣

(Liberamente) No, io mi rilasso, l’ansia da prestazione non può venirmi che non amo prestare nulla 🤣 . Scherzi a parte, mi rilasso veramente, anzi la mia mente si rilassa, perché tutti i miei pensieri si riversano sulla tastiera, poi però debbo dargli una forma sensata e più corretta possibile e allora mi stresso 😁

(Quarantena) La mia risposta era ovviamente scherzosa, anche io quando mi dedico alla scrittura (per quello che so fare) mi rilasso

(Liberamente) Non ci credete non scherzava, lei non scherza mai, finge di scherzare, voleva copiare solo la mia risposta 🤣🤣🤣

Quale e’ stata la causa scatenante che ti ha portato all’apertura di un blog?

(Liberamente) : Quarantenastyle ed il desiderio di fare di nuovo qualcosa insieme. Vivendo lontane e avendo poche occasioni di incontro, aprire un nuovo blog ci è sembrata un’ottima idea, se non altro ogni tanto potremo “leggerci” in WordPress perché a volte, per impegni familiari, è complicato anche solo chattare! Volete la verità vera? È che avremmo desiderato aprire un MC Donald, ma per motivi logistici (non abbiamo trovato un posto che, tra distanza sociale ecc. ecc., ci contenesse entrambe) abbiamo abbandonato l’idea.

(Quarantena) Io però punterei più sul 2006, quando ci siamo conosciute e abbiamo aperto il primo blog . Qualcosa del tipo “in qualche modo bisognava pur perculare Maria e tutti i suoi amici!”

Pensa ai tuoi anni passati a scuola. Quali reputi essere stati i migliori e i peggiori anni e perché?

(Liberamente) I migliori sicuramente gli anni del liceo. Mi piaceva la mia classe, mi piacevano i professori, mi piacevano le materia e mi piaceva pure un mio compagno di classe, uno ogni anno. Sono stati gli anni del primo amore, dei sogni ed ero felice, anzi felicissima. I peggiori quelli dell’università, del triste incontro con professori che sono riusciti a farmi odiare le materie che tanto amavo, al punto di piantare tutto al terzo anno, con esami dati e un anno ancora al traguardo, senza volerne più sapere di rimetterci piede. Quarantena, dici che è troppo “uno ogni anno”?

(Quarantena) Dipende. Se parti a contarli dall’asilo direi proprio di sì 🤣🤣🤣 Per me i migliori sono stati gli anni delle superiori perché ho amato il mio indirizzo di studio ed il mio compagno con gli occhi azzurri (ma lui non lo ha mai saputo). Il peggiore (ma è stato solo per un episodio) la prima elementare, perché la maestra non mi ha mandata in bagno dopo ben tre richieste e.… niente, quando scappa scappa 😁

Qual’è stato l’insegnante che ti ha trasmesso qualcosa che ritieni ancora oggi importante? E cosa ti ha trasmesso di cosi’ importante?

(Liberamente) Il mio maestro delle elementari, il maestro Alfredo. Lo ricordo ancora come se fosse ieri, era buono, paziente e giusto. Mi ha trasmesso la curiosità per la conoscenza e il sapere, invogliandomi ogni volta a mettere impegno e a non fermarmi davanti agli ostacoli, piuttosto a cercare di superarli.

(Quarantena) Da un punto di vista didattico l’insegnante di stenografia perché oltre ad avermi insegnato perfettamente la materia mi ha fatto comprendere quanto sarebbe stato importante nella vita avere l’opportunità di utilizzare una scrittura “segreta”. Aveva ragione, a distanza di tanti anni ancora non riesco a farne a meno. Da un punto di vista umano, il mio prof di matematica delle medie perché mi ha aiutata a credere in me stessa e nei miei ragionamenti.

(Liberamente) Quarantena scrive un sacco di pizzini incomprensibili.

Tornassi indietro, reputi che la scuola possa essere migliorata? Se si, dove?

(Liberamente) La scuola può sempre essere migliorata. Dovrebbe essere in sintonia con l’evolversi delle generazioni di studenti a cui si rivolge. Adattando, di volta in volta, senza sconvolgerli troppo, i programmi e la didattica alle necessità delle nuove generazioni.

(Quarantena) Tutto può essere migliorato. Ho frequentato le scuole in epoca giurassica, quando ancora si tornava a casa in tempo per pranzare con il resto della famiglia. Difficile rapportare il tutto ai giorni nostri. Cosa cambierei di allora? La mentalità degli insegnanti. Da un punto di vista fisico cambierei le porte, a distanza di (tot) anni son rimaste ancora quelle . Hanno solo tolto la pedana da sotto la cattedra .

(Liberamente) E la lavagna, ora usano la LIM!

Tra gli incontri più importanti della tua vita, ce ne sono stati sicuramente almeno 3. Quali sono stati?

( Quarantena) Al primo posto i miei tre figli, poi Liberamente e i miei familiari in toto (per non far torto a nessuno) perché ciascuno di loro mi ha dato qualcosa di prezioso, senza dimenticare il mio “angelo custode”.

(Liberamente) Ecco lo sapevo che mi rubavi la risposta. Non posso non copiarti: I miei tre figli, tre incontri meravigliosi ed emozionanti e poi che ve lo dico a fa? Quarantestyle … non ci metto il marito, è troppo scontato, invece citare i propri figli assolutamente non lo è. E poi mio papà, è stato un incontro stupendo, l’incontro della vita, per lui ho sempre avuto un debole .

Nel visitare una città in una zona d’Italia, c’è stato un posto che ritieni avere un’energia particolare che entra in sintonia col tuo Se’ più profondo? Se si, quale e perchè?

(Liberamente) San Marino, con le amiche di blog, in quell’occasione il mio “se” interiore è proprio esploso insieme al nostro “vaffa” liberatorio gridato a squarciagola verso la vallata. Adesso, però, sono seria, ho girato molto il nostro paese e, con ogni luogo, mi sembra sempre di trovare una sintonia perfetta, ma quello dove il mio “se” interiore si fa sentire è “il mio lago”. Il lago Trasimeno al tramonto, quando il cielo e l’acqua si tingono di rosso, arancio, rosa fondendosi e insieme al silenzio irreale mi scuotono profondamente l’anima facendomi sentire in sintonia con quella magia.

(Quarantena) Ho pensato anche io al nostro tour romagnolo, al mare d’inverno con la sua sabbia gelida, il vento sferzante e la voglia di tornare a vivere e sorridere. Quell’inverno di tanti anni fa mi sono sentita “bene”, avvertivo il gelo esterno ed il calore interno che solo una città deserta può donarti. Non avevo bisogno di avere intorno milioni di persone, ero in compagnia di amiche speciali e.… stavo bene, veramente bene!

Visitando altri luoghi fuori dall’Italia, hai notato delle cose che ti fanno notare che il nostro paese sia indietro? Se si, in quale settore?

(Liberamente) Qualche anno fa ho fatto un viaggio “on the road” verso il nord della Francia. Mi colpirono molto le loro autostrade, immerse nel verde, gli autogrill erano quasi dei giardini, tantissimo verde, come dei piccoli parchi e l’ora di ristoro sembrava quasi una gita. Credo che la nostra viabilità possa migliorare molto, anche prendendo spunto da altri paesi. Più che possa, debba!!!

(Quarantena ) Non ho viaggiato molto ultimamente, ma anni fa girai mezza Europa e ovunque trovai un maggior senso civico che non significa nazionalismo ma attenzione al bene proprio ed altrui. Fino a quando continueremo a distruggere ciò che viene creato, non potremo evolvere.

Un desiderio della tua vita che non hai ancora realizzato. Qual e’?

(Liberamente) Il cammino a Santiago de Compostela, anche non necessariamente a Santiago, ma che sia un cammino a piedi, che attraversi luoghi interessanti e di pace, che richieda tempo, almeno un mese, con lo zaino (possibilmente leggero, comprerò un cambio di abiti ad ogni tappa) in spalla, la macchina fotografica, un paio di scarpe comode e poco altro

(Quarantena) Una crociera. Partiamo insieme ? 🤣🤣🤣

Hai la possibilita’ di prenderti un anno sabbatico. Cosa faresti?

(Quarantena) il viaggio con Liberamente 🤣🤣🤣

(Liberamente) Mmmmm … affitterei una piccola casa sulla spiaggia e passerei li l’intero anno, nuotando, passeggiando in riva al mare, ascoltando musica e, almeno una volta al giorno, scrivendo a Quarantena di raggiungermi

Per cosa ti piacerebbe essere ricordato?

(Quarantena ) per quella che ha scritto queste cazzate

(Liberamente) Perché debbo morire? Quarantena te come pensi mi ricorderai?

(Quarantena) come quella che un giorno , in piena Quarantena , mi ha scritto :


Ed ora, cari amici blogger, tocca a voi rispondere 😁

Le nostre domande:

  1. Perchè hai aperto un blog?
  2. Pensi sia importante il tuo lavoro di blogging?
  3. Cosa vuoi trasmettere con il tuo blog?
  4. Di cosa non parli nel tuo blog ma su cui avresti molto da dire?
  5. Qual è l’animale più strano che hai accarezzato?
  6. A quale cibo non rinunceresti mai e perchè?
  7. Quale cibo che non appartiene alla tua cultura saresti disposto ad assaggiare?
  8. Hai la possibilità di trasferirti al’estero. In che paese andresti?
  9. Hai solo tre desideri da esprimere. Quali?
  10. Ti viene concesso un anno sabbatico. Come lo passeresti?
  11. Cosa vorresti scrivessero nella tua epigrafe? (sei autorizzato a tutti gli scongiuri del caso, munirti di aglio, cornetti ecc prima di affrontare la risposta)

I blog nominati (non perchè abbiano bisogno di visibilità, ma perchè ci piacciono e li seguiamo):

Vita da Gnoma

Un allegro pessimista

World of Sphaera

Ti serve una mano?

Skoliosessuali Italia

The Mess of the Writer

AAdolescenza