La QUARANTENA negli anni ‘80

Cosa avremmo fatto se la Pandemia si fosse sviluppata negli anni ottanta ?

Da un punto di vista informatico poco o nulla: i computer erano agli albori e in pochi li possedevano, i sistemi operativi non avevano nulla a che vedere con quelli odierni, ma noi non avevamo idea di quanto l’informatica avrebbe influenzato le nostre vite e col nostro bel joystick tra le mani ci sembrava di raggiungere la luna a cavallo di giochini salvati su “modernissime” musicassette. I più zelanti avrebbero trascorso intere giornate “caricando” manualmente i programmi pubblicati su riviste specializzate e trascrivendo, riga dopo riga, i comandi in basic :

10 let a=100

20 let b=300

30 let c=a+b

40 if c=400 then goto 10 (…e buon divertimento !)

50 if c>500 then “che ca@@o te ne frega, tanto fa 400”

Avremmo comunicato attraverso una cornetta, ma i più audaci avrebbero utilizzato il fax per inviare foto scattate con la Polaroid. Sicuramente si sarebbero limitati al viso, negli anni ‘80 gli unici uccelli fotografati (e divulgati) avevano le ali, Playboy et similia a parte.

I leoni da tastiera avrebbero avuto a disposizione delle fantastiche Olivetti, erano gli anni in cui i copincolla avvenivano con carta carbone e gli errori si correggevano col bianchetto. I capolavori sarebbero stati pubblicati mesi dopo sui giornali nazionali, le richieste delle ragazzine su Cioè e le ciofeche avrebbero riempito i cestini delle Redazioni .

Le audiochiamate sarebbero avvenute tramite baracchino CB, indimenticabile conference-call degli anni di piombo, dove il nickname era un marchio di fabbrica e non richiedeva alcun login . Le chat , scritte a mano o stenografate sulle cartoline , viaggiavano tramite posta ordinaria, per i messaggi più urgenti ci si affidava ai piccioni viaggiatori.

Restare a casa sarebbe stato meno traumatico, soprattutto nei weekend dove già si circolava a targhe alterne.

Gli alunni avrebbero perso l’anno scolastico a meno che il Governo avesse ritenuto istruzione la visione del Mondo di Quark di Piero Angela.

La spesa non sarebbe stato un problema, i centri commerciali erano pochi e la gente era abituata al negozietto di quartiere che vendeva di tutto, dalla carta igienica al prosciutto cotto passando ovviamente per lievito e farina.

E le uova ? rigorosamente prodotte da galline allevate a terra, venivano spacciate dal pusher di quartiere che, per poche lire, riforniva tutto il vicinato .

Sicuramente il lockdown sarebbe stato un problema ma la gente avrebbe preso il tutto con maggior filosofia o… rassegnazione.

“La solitudine è tale solo se ce l’hai nel cuore, altrimenti è pace, è serenità“ (Raffaella D.)

#lontanimauniti

Quarantena cooking

“Impara a cucinare, prova nuove ricette, impara dai tuoi errori, non avere paura, ma soprattutto divertiti.”
(Julia Child)

Alla quinta settimana di una quarantena che avrei dovuto passare tra libri, serie tv, film, letto e divano in realtà ho, poi, sfornato: pane, in tutte le sue varie forme ed essenze sfilatini, panini, pagnottine, ciabatte, baguette, pagnotte, integrale, ai cereali … pizze, provando tutti i vari metodi con le pieghe, senza pieghe, plissettata, stirata, inamidata … dolci dai croissant, ai bomboloni passando per crostate, maritozzi e meringhe … per non parlare, poi, di primi, secondi e contorni. #nondisolopaneviveluomo

Il divertimento e la soddisfazione nel dire ai miei cari “l’ho fatto io per voi” sono stati tanto, ma, ora, mi si presenta un problema assai grosso, anzi, direi pesante …

LA BILANCIA

e, poichè ad ogni problema c’è una soluzione …

ho spostato la bilancia fuori … tanto non posso uscire 🤪

#restoacasasonmicamatta

La movida in QUARANTENA

Stasera finalmente esco ! Per una serata così importante voglio che sia tutto perfetto . Ho già scelto i colori, blu e giallo . L’orario stabilito sono le 21,00 ma se dovessi tardare di qualche minuto nessuno si offenderà . Per la pettinatura non saprei , ma credo che opterò per una coda di cavallo che fa tanto sbarazzina . Sono indecisa anche sulle calzature, con le scarpe da ginnastica temo di esagerare, i piedi suderanno e se dovessi finire subito a letto non mi sentirei a mio agio… nella scarpiera ho degli zoccoli estivi niente male, quasi quasi li rispolvero . Il rossetto non lo metterò perché non vorrei macchiare la mascherina, ma la matita sugli occhi non deve mai mancare. Il cellulare lo terrò in mano perché preferisco non portare la borsetta . Ai miei figli dirò di non preoccuparsi , che starò fuori poco, ma li vedo sereni, sanno bene dove andrà la mamma.

Non porto con me alcuna autocertificazione e se dovessero fermarmi chiederò al Pubblico Ufficiale di fornirmi un loro modulo .

Il mio dubbio è sulla causale dell’uscita, vorrei essere precisa per non incorrere in sanzioni nel caso di controllo incrociato ed è per questo che chiedo un aiuto a voi : cosa potrei scrivere senza apparire scurrile ?

#iorestoacasa

Dovremmo uscire di casa a giorni alterni. Un giorno io e uno la gente (Anonimo)

La QUARANTENA del narciso

Oscar Wilde scrisse “L’inferno e il paradiso sono tutti e due dentro di noi”.

E’ la capacità di gestirli che fa di noi delle persone mature , in grado di affrontare la vita. Diversamente saremmo degli eterni Dorian Gray, a caccia di effimere emozioni , spesso costretti ad una vita di facciata, con degli attori che ci girano attorno e che involontariamente ci reggono il gioco .

Una vita sprecata, carica di dolore, dove a farne le spese è sempre chi ha coscienza ed empatia .

In questo periodo di quarantena sono tanti , troppi i Dorian Gray costretti a fare i conti con la mancanza di approvvigionamento narcisistico e se il mancato approvvigionamento è dovuto alla convivenza forzata col proprio partner, il rischio che la pentola a pressione possa esplodere è troppo alto .

Ne sanno qualcosa i centri antiviolenza e le forze dell’ordine che hanno incrementato le risorse destinate alle denunce per maltrattamenti .

La quarantena non deve diventare il focolaio della Violenza . Uscirne si può , il primo passo è crederci .

#noallaviolenzasulledonne

La felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha. (Oscar Wilde)

QUARANTENA click

La sveglia suona in piena notte ormai da due settimane . Sembra quasi il pianto di un neonato seguito da dei singhiozzi , lo stesso pianto che proviene dal mio frigorifero , il suono è pressappoco questo “uuuueeeee’ uuuueeee’ slot slot slot”.

E’ l’ora del ditino più veloce .

Sul mio cellulare ho installato le app di 5 supermercati ed ho riempito i carrelli al punto che ad un controllo incrociato con l’agenzia delle entrate risulterei un Nababbo. Salto di supermercato in supermercato in attesa che compaia uno slot libero, sono fiduciosa , questa volta ce la farò e tra 40 giorni potrò panificare come se non ci fosse un domani .

Clic ! “Mi spiace ritenta, sarai più fortunato”. Le parole non sono proprio queste ma il succo non cambia: anche oggi mi è andata buca .

Pazienza , ritenterò domani notte, sarò sicuramente più fortunata .

Buonanotte

#spesaonline #riuscissiafarla

Una vita spesa a fare la spesa.
(Leo Longanesi)

IL buonsenso in QUARANTENA

Siamo diventati dei novelli Sherlock Holmes, controlliamo dalla finestra chi passa per strada pronti a screditarlo su Facebook, senza riflettere sul fatto che altri potrebbero fare altrettanto nei nostri confronti . Ah già, ma noi abbiamo sempre un buon motivo quando usciamo. Noi… e gli altri no ?

Non giustifico nulla e nessuno, anzi mi da fastidio quando vedo gente in strada, ma poi rifletto sul fatto che io, per validissimi motivi che non sto qui a riportare, sono costretta ad uscire di casa tutti i giorni sia al mattino che a mezzogiorno , per una quindicina di minuti ogni volta. Sono consapevole del fatto che potrei venir fotografata e additata su Facebook come untrice. Ma voglio ancora credere nel genere umano e voglio sperare che chi esce lo faccia a ragion veduta, proprio come me. Se abbiamo un dubbio o se vogliamo denunciare un abuso ci sono le istituzioni e… no, Facebook non è un’istituzione . Restiamo a casa il più possibile , ma evitiamo la gogna mediatica. Usiamo la tastiera ed il buon senso in modo produttivo , solo così possiamo raggiungere grandi risultati .

Il buonsenso è la capacità di vedere le cose come sono, e farle come dovrebbero essere fatte.

(Josh Billings)

Silence …

Il vero caos non fa rumore (La casa de papel)

Il silenzio … una cosa positiva che ci sta regalando questa quarantena. La città è ferma, la vita è ferma, solo silenzio, qua e là qualche uccellino che canta e poi silenzio, il brusio8 del mondo caotico che conoscevamo, non c’è più …

Un silenzio irreale copre la confusione, il caos del momento che viviamo …

#ilbingewatchingfaancheriflettere

QUARANTENA TIME

Basta,
così non si può più andare avanti, è un’ INDECENZA !
Tutti i giorni a fare sempre le stesse cose…
E’ arrivato il momento che inizi a pensare al mio futuro: COSA CUCINO A PRANZO?

#mangiareaoltranza

Quello che cerchi è dentro di te. Il resto è ancora nel frigo. (Snoopy, Charles M. Schulz)

QUARANTENA and FRIENDS

Driiiin !!!
“Pronto, chi parla?”
“Ah, buongiorno Laura di TIM , come sta? Aspettavo una Sua telefonata, è tanto che non ci sentiamo, tutto bene? in famiglia come stanno? figli? marito? amante? tutti ok? Si metta comoda, vorrei raccontarle qualcosa di me, di quello che ho fatto negli ultimi venti giorni, di come sia riuscita ad accaparrarmi lievito farina e carta igienica. Partiamo dall’inizio, prima di uscire di casa ho indossato i guanti e la mascherina, poi ho preso le chiavi della macchina, ho messo in moto e mi sono diretta verso il supermercato più vicino a casa mia, sa, ce lo ha ordinato Giuseppe Conte, ho parcheggiato ed ho tirato il freno a mano….

LAURAAAA LAURAAAAAA LAURAAAAAAAAA

Non la sento più, sarà caduta la linea. Quasi quasi la richiamo !

#astinenzadacallcenter

La stanchezza peggiore è quella dell’anima. (Anonimo)

QUARANTENA COOK

Avere del tempo libero è fantastico, puoi dedicarlo agli allenamenti ed alla cucina.

Oggi, per esempio, mi sono allenata nella corsa al frigorifero ed ho cucinato un paio di piattini niente male. Unica pecca: ho esagerato con le dosi.

Sono giunti i ringraziamenti dai miei familiari, dai vicini di casa, dal comune limitrofo, dalla protezione civile, dalla protezione animali e da Giuseppe Conte.

DATEMI QUALCOSA DA FAREEEEEEEE

Cucinare per qualcuno è un modo di dirgli che gli si vuole bene.
(Fabio Volo)