Ascolto …

Non è servito altro, questa mattina, per capire che la fase 2 è iniziata … nient’altro che ascoltare.

Come 70 giorni fa qualcuno ha pigiato il pulsante di stop ed ha sospeso lo scorrere del tempo, lasciandoci in un mondo a momenti quasi irreale, dove spesso la mia vita, avendo tanto tempo a disposizione, mi è sembrato scorresse al rallentatore, questa mattina è stato pigiato di nuovo il pulsante e tutto è ripartito.

Sono, in terrazza, in compagnia del mio cagnolino e, mentre lui è impegnato a scrutare ogni movimento, anche lontano, ad annusare ogni foglia che spunta dai vasi, sorseggio il mio caffè ascoltando la vita che questa mattina è decisamente ripresa. Gli uccellini, sicuramente ignari di cosa siano stati per noi gli ultimi 70 giorni, continuano con il loro canto, le mie piante stanno accennando i loro primi fiori, non manca anche la solita upupa che sembra dialogare con il mio cagnolino, lei chiama lui risponde, e, mentre tutto questo per me era quasi una canzone, stamattina, più di tutto, è ripreso il rumore, si lui … il rumore del traffico: la moto del vicino, che il simpaticone, puntualmente, fa rombare a tutto gas disturbando fastidiosamente l’udito ed io puntualmente, nella mia mente, lo insulto (e si riprenderà anche questo rito), i camion che debbono dare gas perchè la strada è leggermente in salita e ogni volta mi viene da incoraggiarli “su su dai che puoi farcela”, le auto che hanno fretta di raggiungere la loro destinazione … il rumore della vita moderna è tornato a fare da sottofondo alla mia canzone e a togliere l’incanto a quel quadro che ogni mattina mi piace contemplare e che negli ultimi 70 giorni aveva un’atmosfera molto bucolica … that’s life!

Buona ripresa di vita a tutti … riprendetela si, ma senza dimenticare la prudenza, che come recita un vecchio detto, non è mai troppa!

“È insopportabile il chiasso che fanno gli uomini” disse il dio Enlil.
(Epopea di Gilgamesh, III millennio a. C.)

E la quarantena va scemando …

La vita detta agli uomini le sue regole, che non sono scritte da nessuna parte.”
(Mikhaïl Cholokhov)

tutti in ansia di tornare fuori, tranne la sottoscritta.

Tutti sull’uscio in attesa che la bandierina si sollevi e dia il via alla tanto agognata libertà.

In realtà nella mia città la libertà se la sono concessa da oggi, tante persone a camminare, tanti a correre, probabilmente pensando, ognuno, di essere l’unico/a “perchè siamo ancora in quarantena” e … l’assembramento è servito, chissà lunedì cosa ci aspetterà?

Capisco l’esigenza di ognuno di respirare aria nuova, di uscire dalla routine di una quarantena che non ci siamo cercati, capisco tutto, ma perdonatemi se meglio di tutto capisco lo sfogo di una sorella che amo come me stessa.

Lei è un medico di P.S., uno di quegli angeli che tutti abbiamo imparato ad amare in questi ultimi mesi, anche se, fino a qualche mese fa, portare in prima pagina qualche loro “errore presunto o no” era lo sport preferito di tanti.

Vi racconto la sua vita negli ultimi 2 mesi. Mentre noi tutti, me compresa, in quarantena siamo stati in casa trastullandoci tra libri, tv, figlioli, giardini, chiacchiere con gli amici via web, momenti di sclero o quant’altro siamo riusciti a fare nell’ambito dello spazio di tempo e voglia che avevamo, con l’abbigliamento più di nostro gradimento, per lei non è stato così.

Lei ha vissuto, e tutt’ora vive, due mesi di paura, due mesi in cui ogni paziente poteva essere quello che, al minimo sbaglio, le avrebbe trasmesso il virus, che lei avrebbe potuto ritrasmettere ad altri; due mesi di turni massacranti, in cui sapeva quando il suo turno iniziava e non quando finiva, due mesi in cui non ha mai tolto la mascherina e ancora non la toglie; due mesi in cui la maggior parte delle ore le ha passate in ospedale in abbigliamento da ghostbuster, nemmeno la possibilità di una pausa per poter respirare anche un minuto senza tutto l’ambaradan; due mesi lontana dai suoi figli oppure, le poche volte più vicina, con mascherina e tutte le accortezze possibili, niente abbracci, baci, coccole.

Due mesi lontana da me nonostante abitiamo porta a porta, ma il rispetto di tutti noi è stata la sua scelta in questo periodo e, anche se i vari tamponi a cui è stata sottoposta son sempre stati negativi, lei non ha mai abbassato la guardia.

Ieri in una delle nostre chiacchierate telefoniche mi ha detto di essere stanca, di essere stanca ogni volta di dover stare rinchiusa in tutti quegli abiti, di essere stanca di dover dire a chiunque di fare attenzione perchè il virus esiste ed è pericoloso, “ho visto persone, giovani e non, arrivare e dover essere intubare subito e mandate in rianimazione, mi dispiace perchè non so nemmeno chi ce l’ha fatta e chi no. Se penso che ora torneranno tutti per strada e non so quanti rispetteranno le distanze, prenderanno le dovute precauzioni, mi viene solo da incazzarmi perchè sono due mesi che faccio una vita da inferno e questi sanno solo lamentarsi di non poter più stare in casa. Spero solo che non tornino a riempire il P.S.”

Lo spero anche io e per questo, non avendo un lavoro dove correre, e per rispetto di tutti questi angeli, continuerò a stare a casa, a guardarmi i tramonti dal mio balcone, a leggermi i miei libri, a scrivere qualche pensiero qua e la, a preparare qualche dolce per la mia famiglia e la sua, in attesa che sia mia sorella a dirmi “vai, siamo tutti più tranquilli”

Lo lascio o no? Decisione difficile

Vi è mai capitato?

Si, di avere quel desiderio di essere lasciati andare, ma poi, se poco, poco, il desiderio sta per realizzarsi siete i primi a fare un passo indietro? “No! No! No!” “Voglio, ma non posso” “Non ce la faccio, ma dovrei farlo!” “Basta devi lasciarmi andare, ma ancora un pò si può, dai.”

Sta capitando a me, è un tira e molla che, ormai, dura da un pò. Provo, con mille buoni propositi, a tirare dal mio lato, ma lui, dal suo, ne ha mille più uno assai convincenti e sta tirando più forte di me.

Debbo prendere la decisione e trovare in me la forza di agire, mi costringerò a mettere da parte l’attrazione fisica e il piacere che provo a stare con lui, specialmente in una giornata un pò cupa e uggiosa come questa e lo lascerò, anche se il secondo successivo ne sarò già pentita.

Con lui sto bene, forse troppo, ma è diventato un rapporto in cui sono, ormai, troppo dipendente alle sue lusinghe.

Forza e coraggio! È ora di mettere fine a questa storia e, mentre vi auguro buona giornata, vado ad esser chiara e diretta con lui …

“Ho una giornata intensa che mi aspetta e sono ancora qui a crogiolarmi sotto di te … basta piumone malefico! Tra noi (per oggi) è finita!”

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#iorestosottoalpiumone

Un sentito ringraziamento al mio pelosetto che ha posato al posto mio

“Gli abbracci sono una grande invenzione.
Ma anche il piumone non scherza.” dal web

A quando il mare?

Ieri sera, come immagino tutti, ero in attesa davanti alla TV per avere notizie sulla nostra futura sorte. Non so in cosa speravo di preciso, ma avevo delle aspettative o forse no. Non un tana libera tutti, che nemmeno c’è stato, sono un animale casalingo, lo sono diventata dopo aver fatto la pendolare per anni ed ora stare in casa, potermi dedicare alle mie passioni, mi sembra la cosa più bella del mondo, prima o poi arriverà anche la noia, ma non ancora. Non mi aspettavo nemmeno la riapertura totale dei ristoranti o bar, se debbo andare a cena con gli amici con un barriera di plexigas tanto vale continuare con gli aperitivi o cene virtuali, cambierebbe poco. Forse l’apertura di parrucchieri o estetiste? Sono venuta a patti con la mia chioma, ormai da due mesi sono costretta a tenerla ben legata, altri 15 giorni e potranno chiamarmi Raperonzolo e, allora, calerò la mia lunga treccia magari per sollevare fino a casa la spesa settimanale, me ne son fatta una ragione. Non mi aspettavo nemmeno la notizia di poter, finalmente, riabbracciare mio figlio, purtroppo, ci separano diverse regioni, non è questione di un altro comune, ma le videochat ci tengono uniti, con la sua dolce compagna riesce anche a coinvolgermi nell’organizzazione del loro matrimonio (si spera potranno farlo in condizioni di normalità) inondandomi di link di location, fotografi, fiorai, catering, di decisioni prese e subito cambiate, ma hanno tempo, intanto stanno mettendo alla prova la loro convivenza 24h su 24, mi sembra un ottimo banco di prova, spero, questa prova, non li faccia smettere di parlare di matrimonio.
Quindi, riflettendo, riflettendo mi sono resa conto che, forse, mi sono adagiata troppo su questa quarantena da essermi abituata a tutte le privazioni che ci sta comportando, accontentandomi dei surrogati ad esse. Mi sono assuefatta a questa vita non vita e, ieri sera, quasi niente di ciò il premier avrebbe potuto dire mi avrebbe sorpresa, tranne, forse se avesse parlato della comparsa imminente di un vaccino…
Però un desiderio forte ce l’ho , temo sia lungi dal realizzarsi, e non c’è surrogato che potrà sostituirlo … ho bisogno di mare, di sentire il rumore delle onde che si infrangono sulla battigia, del garrito dei gabbiani, di annusarne il profumo, dell’aria elettrizzante sul mio viso, di una passeggiata sulla sabbia, del vento che mi scompiglia i capelli … per poi restare immobile a guardarlo e lasciare che si porti via le mie preoccupazioni.

Uomo libero, sempre amerai il mare! E’ il tuo specchio il mare: ti contempli l’anima nell’infinito muoversi della sua lama.” (Charles Baudelaire)

Quarantena in loop-game

La vita è più divertente se si gioca.
(Roald Dahl)

Giorni di quarantena 7/8/9/10/11 marzo 2020, verso il crepuscolo.

Coco Bandicoot, bionda palesemente ossigenata, macchina rosa, stemma dell’Italia sul cofano, è pronta alla partenza.
Accanto a lei Crash Bandicoot, suo fratello e noto marsupiale la cui gloria risale “al secolo scorso”, scalpita nella sua macchina dando gas in attesa del verde.

Davanti alla TV, muniti di joystick, prontissimi alla sfida, io e mio marito.

Il semaforo è fisso sul rosso, mamma che ansia … scatta il verde … si parteee!

“Ehiii ma qual’è il gas, questa non si muove!” “La ics, la ics, pigia la ics” “Dov’è sta benedetta ics? Non la vedo, qui ci sono un quadrato  o un triangolo” “È in basso!” “Mi servono gli occhiali. Però poi non vedo dove vado” “Questo joystick è fasullo, dammi il tuo” “No sei tu che non sei capace!” “Ehiii mi stai venendo addosso” “Allooooraaa vuoi guardare dove vai! Mi stai mandando fuori strada!” “Ehi così non vale!” “Smettila di tirarmi le bombe o la nitro” “E allora? tu che mi rallenti con quell’orologio? L’ hai trovato già 3 volte di seguito” “Ma quale sono io? Non mi vedo più!” “Stai andando contromano!”
“Non è giusto hai vinto di nuovo, voglio la rivincita e anche la ririvincita” “Il circuito, però, lo scelgo io” “Pronta?” “Spetta, spetta questa volta le voglio fare i capelli verdi” “Dai pigiaaa!!!”


“Mamma, papà?”
“Zitto, che sto per superarlo non mi distrarre”
“Si, ma che si cena stasera? E vi sentono anche i vicini” “Ops” “Ma da quando la sera si cena? Non sapevo esistesse questa usanza”
“Eddai mamma non fare l’idiota come al solito. Ho fame”
“Hai fame? … mmm …. ok allora autogestione … guarda nel frigo cosa trovi … azz un’altra cassa di dinamite”

Addì, giorno di quarantena, 19 aprile 2020 non è ancora dato sapere dove sono stati riposti, con estrema cura, i 2 joystick

#gameover

Investimenti ai tempi del coronavirus



Ogni investimento nel campo della conoscenza paga i migliori interessi” Benjamin Franklin

Investire è sempre stata la mia passione, più che altro ho investito tempo. L’ho investito: nei viaggi in treno per lavoro, nel ricamo, nell’uncinetto, nel fare la famosa “calzetta”, nell’accudire i miei tre, ormai, expargoli, in tutte le attività della perfect housewife, in questo caso not desperate.

C’è stato anche un periodo in cui ho investito in borse. In realtà volevo farlo in borsa, tutti i miei amici erano gasatissimi nel farlo, al che mi son detta “perchè solo una borsa” e ho scelto le borse: Piero Guidi, Louis Witton, Fendi, anche un paio di O bag.

Ho avuto anche il periodo dell’investimento in titoli, veramente non mi è mai passato e credo mai mi passerà. E, sempre mentre i miei amici investivano in Enel, Telecom, ecc, io investivo nei titoli di Jhon Grisham, Wilbur Smith, Carofiglio, Maraini, ed altre penne eccelse attuali e passate … ho riempito una stanza! Almeno loro sono immuni agli effetti collaterali del coronavirus, non esiste per loro oggi su, domani giù, son li fermi, stabili, li posso toccare, ogni tanto li rileggo, insomma … patemi d’animo da fluttuazioni pari a zero!

In questo periodo di carcerazione, temo non ci sarà condizionale, i maggiori investimenti li sto facendo su Amazon. Avrete visto anche voi le pubblicità del tipo “Investi ora 200 Euro avrai una rendita mensile diii bo? 3000 euro al mese? ecc ecc”. Io investo, però, a me, non arrivano soldi, ma soltanto: caffè, componenti elettronici, dvd, libri (i titoli di cui sopra), piccoli elettrodomestici, abbigliamento sportivo, una volta ho investito in così tanti slip e reggiseno per me e mia sorella, che mi è arrivata una email da Amazon “gentile cliente la mettiamo a conoscenza dell’esistenza di Amazon Business” debbono aver pensato che avessi un negozio 🤭. Sempre a proposito di Amazon…. avete mai fatto caso che è un pò come la fata di Cenerentola? Pensi un desiderio, apri Amazon ed ecco che il tuo desiderio è li in bella mostra, fai clik e bibbidi bobbidi bu … appare addirittura in casa. Una figata pazzesca! (non secondo mio marito, ma io ne sono convinta, o quasi 😉).
E, comunque, in questo periodo di quarantena, Amazon è l’unico investimento che si può fare, non perchè sia il migliore, ma solo perchè o Amazon o nisba (avverbio rubato a Quarantenastyle).

Ma io, maga del mestiere, ho trovato come investire diversamente ben 47 euro dei miei fondi occulti, perchè ogni casalinga che si rispetti deve avere dei fondi occulti, chiamati anche “cresta sulla spesa”, fa parte del business, sono quelli che fanno girare il mercato nero della maglietta comprata sottobanco, del joystick nuovo a tuo figlio “ma non dirlo al papà”.

Ho investito … wow wow wow … nel programma, in tv o su smarthphone, “Bodyyy fx” …

Avete presente quei video dove fanno ginnastica a ritmo di musica sculettando di qua e di là in su e in giù, fai la giravolta, falla un’altra volta, guarda in su, guarda in giù, puoi diventare come vuoi tu? Proprio una roba del genere.

Quindi ora, indossato l’abbigliamento adatto, per loro e non per me, ma si fa quel che si può, un colpo d’anca a destra, uno a sinistra, recitando un mantra anti-lussazione dell’anca … vadoooo!!!

I’s time to dance!

#ballachetipassa ma soprattutto #restaacasa

“Eravamo partiti bene …”

Eravamo partiti bene, come a voler prendere il “virus” per le corna.

“Da domani tutti a casa, l’Italia si ferma”

Ebbene si, è stato un pò un colpo al cuore, ma la reazione è stata fulminea.

L’Italia si ferma sì, ma non gli italiani!

Perchè gli italiani hanno il sole dentro, il mare, la montagna, il colore dei tramonti, tutto ad alimentare la loro fantasia e hanno l’arte e hanno la voglia di vivere.

Ed allora un bisbiglio, partito da non si sa dove, li ha trasformati in artisti da balcone, da finestra ed anche da tetto.

Nel silenzio delle città e dei paesi dai balconi, dai tetti e dalle finestre, all’imbrunire, si sono alzati canti, concerti improvvisati, applausi agli inconsapevoli protagonisti di questo momento, ai medici, alle forze dell’ordine, qualcuno ha applaudito anche il vicino.

Si è sentito per qualche minuto il suono della vita.

Sempre sui balconi o alle finestre, per rassicurarci che “andrà tutto bene”, sono spuntati arcobaleni.

Ha fluttuato nell’aria il desiderio di farcela.

Poi hanno iniziato a sfilare bare. Nel silenzio della città hanno sfilato camion militari,  con le salme di nonni, tanti nonni,  di genitori, di amici, di medici, degli stessi inconsapevoli protagonisti che il nemico invisibile si è portato via insieme ai canti e agli applausi che hanno iniziato a sembrare fuori luogo, irrispettosi, lasciando spazio al dolore, alla paura, alla tristezza, al silenzio della morte.

I balconi si sono svuotati, le finestre si son chiuse e il virus ha segnato il primo punto.

Eravamo partiti bene, come a voler prendere il “virus” per le corna, ma il virus ha preso noi.

Però, un applauso lo farei, un canto lo intonerei … per coloro che se ne sono andati, nel silenzio e in solitudine, lasciando vuoto e dolore in altre vite, coloro che hanno combattuto, perdendo, la loro battaglia confortati solo dagli eroi di questo tempo strano, inaspettato e a momenti incomprensibile, per dire loro “non dimenticheremo mai”

Nulla di quello che accade all’uomo deve risultarci estraneo” Papa Giovanni XXIII

Quarantena in slow motion …

“Affrettati lentamente”
(attribuita da Svetonio a Cesare Augusto imperatore)

Una vita in slow motion … il regalo più bello di questa quarantena.

La possibilità di godere del nostro tempo senza affannarsi a rincorrere noi stessi. Dedicandoci a ciò che amiamo di più che siano i nostri hobbies o la nostra famiglia, assaporando l’intensità di questi momenti.

#restoacasaemelagodo