L’involucro

C’era una volta un involucro.
Non era un involucro qualunque, uno di quei classici involucri di plastica o di cartone che trovi nei negozi specializzati. Era un involucro speciale, in carne ed ossa.
Fin da subito si narrò che al suo interno ci fosse un bimbo ma io questa cosa qui mica l’ho mai creduta (cit.). Come può esserci un bimbo all’interno di un involucro che assomiglia a mia sorella?
Passarono i mesi e l’involucro divenne sempre più grande ed io iniziai a pensare che forse era vero, forse nell’involucro che assomigliava a mia sorella c’era davvero un bambino. Pare, ma questa cosa è tutta da verificare, che quel bimbo fosse dotato di mani e di piedi perchè a un certo punto iniziò a scalciare. Scalcia oggi, scalcia domani, l’involucro iniziò a pensare che quel bimbo sarebbe diventato il più grande calciatore del mondo e si immaginò il suo futuro come suocera di una velina.
Un bel dì il piccolo calciatore padano decise che il campo da calcio era diventato troppo piccolo e iniziò a pestare i piedi: voleva più spazio.
L’involucro chiuse allora la valigia e corse in ospedale.
I medici videro l’involucro e pensando che fosse un pacco di Zalando presero un coltello e tagliarono. Al suo interno c’era un piccolo calciatore che iniziò subito a piangere disperato: il campo da calcio che si era immaginato non c’era. Le persone che si affaccendavano intorno a lui erano vestite di verde e non si capiva a quale squadra appartenessero. Il bimbo, singhiozzando disperato, domandò dove fosse capitato e non ottenendo risposte urlò a gran voce “Rimettetemi dentro e richiudete il pacco, avete sbagliato indirizzo”.
Ma nel giro di poco tempo anche l’involucro, che piangeva a sua volta disperato, si calmò ed il bimbo iniziò a pensare che forse forse non era capitato poi così male. Certo, non c’erano campi da calcio e neppure scarpette chiodate, ma c’era un amorevole involucro che gli offriva del latte caldo, come poteva rinunciare a tutto ciò?
Passarono gli anni e il bimbo si trasformò e da dolce pargoletto diventò un piccolo mostriciattolo.Non che fosse diventato brutto, questo no, anzi con gli anni diventò ancor più carino. Ma l’età dell’adolescenza, altrimenti detta della stupidera, si sa, trasforma qualunque dolce creatura in un mostro a tre teste. Dall’età della stupidera alla giornata odierna il passo è stato breve, anzi BREVISSIMO.

E ora siamo a ventitré
VENTITRÉ ANNI di vivacità, ventitré anni di allegria, ventitré anni DI TE. Auguri piccolo mio, la zia prima o poi ti becca e ti spupazza a dovere 🙂

Ora sei adulto , hai la patente, puoi votare, firmare assegni, comprare una birra ma per l’involucro e per la zia sei e resterai sempre il loro bellissimo cucciolo!!!

“I giovani non possono sapere quello che i vecchi pensano e provano. Ma i vecchi sono colpevoli, se dimenticano che cosa significa essere giovani.

2 pensieri riguardo “L’involucro”

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