È ormai tanto tempo che non scrivo. È diventato complicato trovare il momento per fermarmi e lasciare andare la mente, eppure, in questi giorni, è accaduto qualcosa. Qualcosa di piccolo, ma capace di riaprire uno spazio dentro e con lui, il desiderio di scrivere, di condividere.
Ho fatto un incontro.
Un incontro un po’ strano, bizzarro, divertente, curioso, di quelli che, senza far rumore, ti cambiano il modo di guardare.
Ho incontrato dei sassi.
Si proprio dei sassi. Quelli che sptanno sulla riva del mare o lungo uno stradello di montagna un po’ sdrucciolevole.
Pietre dalle forme irregolari, tonde, piatte, oblunghe. Alcune lisce, levigate dall’acqua, altre più ruvide, segnate dal vento, dal tempo, dai passi.
E quei sassi parlavano.
Erano come tanti piccoli personaggi su un palcoscenico, che stavano recitando per me e per chi era lì insieme a me.
Mi guardavano sorridenti, innamorati, seri, indaffarati… erano vivi.
Mi sussurravano pensieri, stupivano il mio sguardo, mi divertivano, ma soprattutto mi regalavano un momento di spensieratezza, stupore e giocosità.
Con la fantasia mi hanno fatto viaggiare dalla Cappadocia al Sud Tirol, passando tra i ciliegi in fiore di un villaggio del Giappone, sorvolando paesaggi fantastici e vedendo, qua e là, sorgere prima il sole e poi la luna.
C’erano sassi innamorati che si abbracciavano teneramente, altri che si divertivano a rappresentare favole con dovizia di particolari, un sasso impegnato in una pesca grossa, altri ancora che andavano in moto.
Insomma, c’era un gran movimento.
Sono i sassi di Lanfranco Lanari, un artista che, casualmente, ho incontrato un paio di settimana fa.
A Montefalco, in Umbria, nell’ambito della manifestazione Terre del Sagrantino, era presente con un’esposizione delle sue opere e, inutile dirlo, la mostra catturava lo sguardo.
Non sono stata la sola a restare incantata davanti ai suoi pannelli.
Sono felicissima di essermi fermata e di aver avuto, grazie all’abilità, alla fantasia e all’ingegno di questo artista, questo dialogo silenzioso e meraviglioso con i suoi sassi che prendono vita.
Sicuramente, d’ora in poi, se incontrerò un sasso non lo guarderò più con indifferenza, ma un pensiero a ciò che potrebbe dirmi lo farò.
Vi propongo alcune sue piccole opere, ma se vi capitasse di incontrarlo in qualche manifestazione o altrove, fermatevi ad osservare i suoi lavori: meritano davvero di essere visti e ascoltati




Se siete curiosi o volete approfondire, potete trovare le sue opere anche in internet o sui social.

“Troverai di più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le pietre ti insegneranno ciò che non si può imparare dai maestri.”
(San Bernardo)